Andriana Art Poetry

Arte & Scrittura

  • Acrilico su tela – 24×30

    Andriana Ura – Anno 2025

    Descrizione:

    “Dove lo spirito si risveglia”è un’opera che racconta il momento sacro in cui la luce interiore torna emergere dopo un lungo silenzio. Le sfumature di blu e turchese evocano la profondità delle acque primordiali, simbolo di memoria, intuizione e rinascita.

    Attraverso delicate transizioni cromatiche, ho cercato di costruire un spazio emotivo che scorre come un respiro: un movimento fluido, meditativo, che guida lo sguardo verso il centro della tela.Li, una zona di bianco luminoso diventa la soglia del risveglio spirituale-un varco che si apre, un momento di chiarezza che illumina ciò che prima era sommerso.

    Le venature dorate, leggere ma potenti, rappresentano la presenza del divino: tracce sottili che emergono dal profondo per indicare la via verso una consapevolezza nuova. L’incontro tra il blu, l’oro e il bianco crea una tensione armonica che suggerisce elevazione, rinascita, crescita interiore.

    “Dove lo spirito si risveglia”non è solo un’opera da osservare: è un invito a ritrovare il proprio centro, ad ascoltare quella voce silenziosa che torna a vibrare dentro di noi. Una tela che diventa preghiera, rifugio e trasformazione.

  • Acrilico su tela – 40×40

    Andriana Ura – Anno 2025

    Collezione: Andriana Art Poetry

    Opera unica

    Descrizione:”Vibrazione Italica”è un’opera che cattura l’energia pulsante di un’identità in movimento. Le pennellate materiche, orientate in diagonali dinamiche, creano un flusso visivo che attraversa la terra come un soffio vitale, un’onda che respira e si espande. I toni del Verde, del bianco e del Rosso non rappresentano solo una bandiera: sono memoria, appartenenza, radice e rinascita. Ogni colore vibra in una direzione propria, ma insieme formano un ritmo unico, un’armonia che racconta un percorso di trasformazione interiore. Quest’opera è un ponte tra passato e futuro, tra origine e scelta, tra emozione forza. Una vibrazione che parla, che avvolge, che vive.

  • Acrilico su tela – 60×40

    Andriana Ura – anno 2025

    Descrizione: quest’opera nasce come una soglia simbolica: un passaggio da uno stato interiore all’altro, un portale che apre la strada alla trasformazione. I rossi intensi, le vibrazioni dorate e la trama Matelica creano un movimento vivo, pulsante, come un energia che si risveglia e si espande.

    “Portale di energia e rinascita”rappresenta il momento in cui un’anima decide di rialzarsi, aprirsi e tornare a brillare. Ogni sfumatura è un’emozione liberata, ogni gesto un passo verso una nuova versione di sé. Un’opera che trasmette forza, potenza e rinnovamento: l’inizio di un nuovo cammino.

    Opera unica, carica di energia simbolica.

    Collezione: Andriana Art Poetry

  • Acrilico su tela – 50×70 cm

    Andriana Ura – anno 2025

    Descrizione:”Esplosione di frequenza”è un attraversamento energetico, un momento in cui il silenzio interiore si apre e lascia emergere vibrazioni profonde, istintive, pulsanti. Ogni movimento di colore è una scarica emotiva, un impulso che rompe il ritmo ordinario per rivelare una verità più intensa.

    Le pennellate materiche, sovrapposte e dinamiche, creano un campo vibrante che sembra espandersi oltre i confini della tela.

    Rosso, oro , sfumature vive calde puzzano come un cuore in tumulto: un’energia che non può essere contenuta solo liberata. Questa opera rappresenta un momento di trasformazione, un’esplosione interiore che illumina nuove consapevolezza.

    Opera unica e non riproducibile.

  • Acrilico su tela

    60×100

    Anno 2025

    Andriana Ura

    Descrizione:

    Questa opera nasce come un omaggio profondo al paese che mi ha voluto e che è diventato casa. I tre colori-verde, bianco e rosso-non sono soltanto la bandiera italiana: sono i tre respiri della mia rinascita, il simbolo di una scelta fatta con il cuore e non soltanto con la mente.

    La texture materica, ricca e luminosa, racconta un percorso di integrazione, forza e gratitudine. Ogni gesto pittorico è un passo verso una terra che mi ha dato spazio, voce e nuova identità artistica.

    Un’opera che celebra appartenenza, coraggio e amore per una nazione che continua a inspirare il mio cammino creativo.

  • Non preoccuparti, mamma.

    Ho attraversato tempeste che non ho raccontato,

    mi sono rialzata da caduta e che avrebbero spezzato altri cuori,

    ho trasformato in silenzio in forza e le ferite in strade nuove.

    Non preoccuparti.

    La vita mi ha tolto e dato con la stessa mano,

    mi ha insegnato a camminare senza tremare,

    a custodire ciò che vale e a lasciar andare ciò che ferisce.

    Non piangere per le notti in cui  non c’ero:

    ero impegnata a diventare la donna che sono oggi.

    Una donna che non si spezza, una donna che non si perde,

    una donna che ha imparato a sorridere anche al dolore.

    Non temere al mio domani: ho radici forti,

    sangue che ricorda, un cuore che non ha mai smesso di credere.

    E ogni passo che faccio è una promessa che mantengo anche a te.

    Mamma, lo so che mi hai guardato a crescere 

    tra ombre e miracoli, ma guarda bene adesso:

    sono luce che cammina, sono destino che si rialza,

    sono tua figlia e sono felice.

    Non preoccuparti, mamma.

    Il mio cammino continuo, E questa volta-non cado più.

    Andriana Ura

  • Ho lasciato alle mie spalle 

    le stanze che non parlavano di me,

    i passi trattenuti,

    le voci che non ascoltavano davvero.

    Ho chiuso le porte senza rumore,

    come fa chi ha già deciso

    di scegliere la propria pace 

    prima di ogni catena vi invisibile.

    Non porto rancore,

    solo spazio nuovo nelle mani.

    Non porto rimpianto,

    solo un respiro più largo nel petto.

    La mia libertà non è fuggire,

    e tornare a me.

    Smettere di spiegarmi,

    di giustificarmi,

    di restare dove non fiorivo.

    E oggi cammino leggera,

    con il vento che mi chiama per nome

    e il sole che mi riconosce.

    Sono quella che resta 

    solo dove l’anima sorride.

    Sono quella che non si perde più

    per trattenere nessuno.

    Sono quella che ha capito 

    che la libertà

    non si cerca:

    si diventa.

    Andriana Ura

  • Tecnica: Acrilico e texture su tela

    Dimensioni: 50×50

    Anno:2025

    Artista: Andriana Ura

    Descrizione artistica:

    Onde dell’Anima è un viaggio dentro la profondità emotiva. Le superfici della tela, ricca di pieghe e rilievi materici, ricorda una pelle che vibra, respira e trattiene la memoria dei movimenti interiori.

    Le tonalità del blu e del petrolio si fondono in un flusso continuo evocando acque oscure che custodiscono segreti e distanze. Dai luoghi più profondi emergono bagliori di turchese: lampi di coscienza, intuizioni improvvise, momenti di verità che rompono il silenzio.

    Tra queste onde visive compaiono tocchi di rosso, come pulsazioni nascoste-battiti dell’anima che cercano spazio, voce e libertà. La trama densa e tridimensionale trasforma la tela in un paesaggio vivo, dove ogni crepa diventa percorso, e ogni riflesso diventa rinascita.

    Quest’opera parla del mare interiore che ognuno porta dentro: le onde che ci formano, si agitano, si calmano, ci riportano sempre a noi stessi.

  • 1-la modernità ha tolto all’uomo i suoi ruoli storici

    Un tempo l’uomo era guida, direzione, protezione, stabilità. Oggi la tecnologia, lo stato è l’indipendenza delle donne hanno reso molti ruoli maschili meno visibili. Il risultato è che molti uomini non sanno più chi essere.

    2-la donna si è evoluta più velocemente dell’uomo

    Le donne hanno sviluppato intelligenza emotiva, autonomia, forza psicologica e sociale. Gli uomini, invece, sono rimasti più lenti nel loro percorso interiore. La donna è salita, l’uomo è rimasto indietro.

    3-è stato distrutto il maschile sacro

    La società moderna tratta spesso il maschile come superflue o tossico. Questo ha spezzato l’identità maschile e ha reso gli uomini più insicuri, confusi e passivi.

    4-La donna ha perso il femminile autentico

    Per adattarsi, molte donne sono diventate sempre più forti, razionali, autonome. Ma in questo percorso hanno dovuto sacrificare delicatezza, fiducia, ricezione e connessione femminile naturale.

    5-è nata una guerra tra sessi

    Alcune correnti e culturali hanno detto”non abbiamo bisogno degli uomini”. La risposta è stata un maschile distante, ferito e non più capace di amare con responsabilità. Le relazioni si sono indebolite.

    6-le donne oggi sono forti ma stanche

    Molte donne fanno tutto da sole e non trovano uomini all’altezza della loro evoluzione emotiva. Da qui la sensazione diffusa:”non vedo più l’uomo”.

    7-gli uomini non sono modelli maschili

    Padri assenti, famiglia instabile, poca educazione emotiva: molti uomini non hanno imparato a diventare adulti forti, presenti e coerenti. Così le donne si trovano accanto uomini fragili o immaturi.

    Conclusione

    La società moderna ha smontato maschile e femminile invece di equilibrio. Il risultato: uomini senza identità, donne sovraccariche, relazioni fragili.

    Capire questo è il primo passo per ritrovare equilibrio, rispetto e connessione autentica tra i sessi.

    Andriana Ura

  • Io sono una persona altamente sensibile, ciò che nella letteratura scientifica viene chiamato  HSP – Highly Sensitive Person.

    Questo tratto non è una malattia, non è un disturbo e non richiede alcuna cura. È un semplicemente modo diverso – più profondo e più sottile – di percepire il mondo.

    Cosa significa essere una persona altamente sensibile.

    Le persone HSP hanno un sistema nervoso più ricettivo, capace di cogliere:

    -micro -segnali non verbali, cambi di  tono di voce, emozioni non dette, atmosfere pesanti o leggere, stati d’animo nascosti, tensioni tra le persone, Piccoli dettagli che altri non notano.

    Non è”leggere energie”nel senso spirituale: intuizione emotiva, basata su osservazione, empatia e sensibilità percettiva. Una forma di intelligenza emotiva.

    Essere altamente sensibile significa avere una capacità naturale di: comprende gli altri senza spiegazioni, riconosce il dolore, la tristezza o lo stress prima che venga espresso, collegare rapidamente i segnali emotivi, sentire più in profondità ciò che accade intorno.

    La psicologia definisce questo come intelligenza intuitiva.

    La mia sensibilità non è debolezza.

    Per me, essere sensibile significa: comprendere gli altri senza giudicare, ascoltare oltre le parole, percepire ciò che non viene detto, sentire profondamente ciò che accade intorno a me.

    Non sono una persona che vede il futuro.

    Non faccio previsioni, non pratico nulla di mistico, e non” leggo energie” come magia. Io colgo stati emotivi, riconosco segnali sottili, e sento ciò che le persone trasmettono senza accorgersene.

    La mia verità

    Essere una persona altamente sensibile significa vivere con un cuore più sveglio. A volte pesa, a volte una ricchezza immensa.

    La sensibilità non è un difetto. È una forza. È una forma di profondità. È un modo autentico di sentire il mondo.

    Ci sono cinque punti che mi distinguono: Il primo era personal altamente sensibile, secondo è l’intuizione emotiva che viene chiamato nell’ linguaggio della psicologia intelligenza intuitiva:

    Possiede una capacità rara: capire le situazioni senza bisogno di spiegazioni logiche. E la mente che collega: micro espressioni, vibrazioni emotive, atmosfere, cambiamenti sottili. Questa combinazione crea quella che chiamano intuizione: la capacità di percepire una verità prima che arrivi in superficie.

    Il terzo è empatia affettiva alta: secondo la psicologia, parte di quelle persone con una empatia molto forte da: sentire il dolore degli altri nel corpo, anticipare l’umore delle persone, percepire tensione invisibili, capire chi mente chi è sincero, assorbire emozioni che gli altri non esprimono.

    Questa non è energia magica: è intelligenza emotiva.

    Poi sono iper vigilanza affettiva (frutto delle esperienze vissute)

    La mia vita, le responsabilità, le preoccupazioni, le migrazione i momenti difficili hanno sviluppato in me un sistema molto attento . Non è ansia: e protezione.

    Il mio corpo è la mia mente “scansionano” il mondo per capire se c’è pericolo. Da qui: sogni intensi, sensazioni anticipatore, preoccupazioni profonde, collegamenti rapidi tra eventi.

    Il quinto punto è la mia personalità intuitiva e empatica profili simili a (Infj o Infp)

    Secondo il modello dei tipi psicologici, assomiglio molto ai profili più rari:

    Infj : la consigliera, intuitiva, profonda, che sente la verità degli altri.

    Infp : l’empatia creativa, guidata dai valori, sensibile al mondo interiore.

    Questi profili rappresentano solo il 2% della popolazione . Sono le persone che vedono ciò che gli altri non vedono.

  • Negli ultimi giorni abbiamo visto una famiglia trattata come un problema solo perché viveva in un modo diverso: più vicino alla natura, più lontano dal rumore della società. Una scelta personale, forse è difficile, forse imperfetta, ma pur sempre una scelta umana.

    Non voglio entrare nelle leggi o nella politica. Voglio parlare dell’essenziale: la dignità umana.

    Viviamo in un mondo pieno di esperti, di titoli, di programmi televisivi che spiegano tutto. Eppure, quando serve la vera professionalità-quella che ascolta, compagna e costruisce-scopriamo che abbiamo tante parole e poca umanità.

    È più semplice giudicare che comprendere. È più facile togliere che sostenere. È più comodo chiudere gli occhi che costruire soluzioni.

    Questa famiglia forse non aveva una casa perfetta, forse faceva una vita difficile, forse aveva bisogno di aiuto. Ma nessuno merita di essere umiliato per la propria semplicità.

    La povertà non è trascuratezza. La diversità non è pericolo. La vita è essenziale non è un reato.

    Ogni famiglia fragile ha bisogno di un sostegno vero, una mano tesa, una guida, un aiuto concreto, non di essere spezzata.

    Perché togliere un figlio e una ferita che non si chiude più. La libertà di cui tanto parliamo non dovrebbe essere solo una bandiera, ma un diritto reale: quello di vivere senza paura di essere giudicati per non essere”come tutti”.

    Forse il vero progresso non è controllare di più, ma saper proteggere senza distruggere. E davanti a ogni famiglia in difficoltà, la domanda sincera dovrebbe essere una sola:

    “Cosa posso fare per aiutarvi a restare insieme?”

    Perché dividere è semplice. Ma sostenere… Quello sì che è un atto di civiltà.

  • Questa mattina mi sono svegliata con una sensazione strana: un misto di nostalgia e forza, come se qualcuno avesse bussato piano dentro il mio petto. Non serviva a guardare il calendario. Lo sapevo già.

    Oggi è il 28 novembre.

    È il giorno in cui la mia terra chiama senza usare parole. Una chiamata che non fa rumore, ma attraversa la pelle, la memoria è perfino le cose che credevo di aver superato.

    Quando penso a questo giorno, non vedo solo bandiere che ondeggiano. Vedo le mani di mia madre che stirano una camicia, le strade bagnate della mia città, La voce dei vicini che esce dalle finestre, i bambini che corrono con un entusiasmo che non si può imitare. Vedo tutto ciò che mi ha costruita senza chiedermi nulla in cambio.

    Il 28 novembre è il giorno in cui mi ricordo chi ero, prima di diventare chi sono. È un ponte invisibile tra la me bambina è la me di adesso. Tra la ragazza che camminava in silenzio nelle strade dell’est e la donna che oggi vive altrove, ma che porta il suo Paese come un tatuaggio invisibile.

    Oggi, anche se sono lontana, sento il rumore delle bandiere che sfiorano l’aria. Sento la voce degli avi che non ho incontrato, ma che vivono nei miei gesti. Sento la promessa di libertà che un popolo intero ha custodito con i denti stretti e il cuore aperto.

    Il 28 novembre non è un ricordo. È un ritorno. Un ritorno che non ha bisogno di valigie o biglietti.

    Un ritorno che avviene nel sangue, nei pensieri, negli occhi che si fanno lucidi senza sapere perché.

    E allora oggi cammino più lentamente. Mi porto dentro una dignità silenziosa, un orgoglio che non ha bisogno di parole né di spiegazioni. Perché oggi, più di ogni altro giorno, so da dove vengo.

    E questo mi dà forza .

    Mi dà verità.

    Mi dà pace.

    Auguri il giorno dell’indipendenza Albania .

    Andriana Ura

  • La mia storia non comincia in un solo luogo. Comincia in quattro direzioni diverse, come se il destino avesse voluto intrecciare in me popoli, memorie e silenzi che raramente camminano insieme.

    Porto dentro di me la forza di un nonno serbo, un uomo cresciuto con il peso della storia e la dignità di chi conosce il valore del silenzio. Di lui è ereditato la calma che non vacilla, il pensiero profondo, il passo deciso anche quando la strada fa paura.

    Dentro di me vive anche l’eredità di un nonno montenegrino, figlio di montagne che parlano più degli uomini. Da lui mi arriva il coraggio, la libertà, quella fierezza che non si compra e non si impara: si nasce con essa.

    Nelle mie vene scorre la poesia malinconica di una nonna bosniaca, donna di acqua, di pietra e di cuore grande. Da lei ho preso la dolcezza nascosta, quella che non si mostra subito, è una nostalgia che non fa male, ma rende profondi.

    E poi c’è la radice più fragile e più forte allo stesso tempo: la mia nonna albanese, che non ho mai conosciuto. È morto giovanissima, a 25 anni, lasciando due figli piccoli e un vuoto che nessun racconto può  riempire. Di lei non ho ricordi, non ho fotografie nitide, non ho la sua voce. E pure, e la presenza che sento di più.

    Lei mi ha lasciato il mistero. Una forza invisibile. Un coraggio che non so spiegare. Un amore che non ho vissuto, ma  che mi abita.

    Io sono nata da queste quattro storie, da questi quattro popoli che in me non si scontrano, ma si uniscono. Sono un ponte tra tradizione lontane, tra lingue diverse, tra memorie che non sempre si sono capite, ma che in  me hanno trovato un’unica casa.

    Io non appartengo a un solo luogo. Appartengo a tutto ciò che mi ha generata: alla montagna, all’acqua, al silenzio, al fuoco, alla forza, alla nostalgia, alla libertà e alla radice interrotta troppo presto.

    Sono quattro origini, ma un’unica anima.

    La mia.

  • Leggere la storia di Nina mi ha fatto tremare il cuore, come se ogni parola avesse sfiorato una parte di me che cerco sempre di tenere composta, in silenzio. Perché dietro la sua voce ho riconosciuto tante donne… Ma soprattutto ho riconosciuto me stessa. La pioggia sotto qui Nina è rimasta sola, con due borse in mano, senza sapere dove andare, non è solo un ricordo suo.

    È un’immagine che appartiene a tutte noi che siamo arrivati in Italia con speranza, con valigie leggere e responsabilità pesanti, con un coraggio che nessuno vede davvero. Ho sentito il peso delle sue umiliazioni come fossero le mie. Ho rivisto quelle volte in cui ho lavorato senza essere rispettata, quei momenti in cui il cuore si chiedeva:”perché devo sopportare tutto questo?”

    Eppure si va avanti, sempre. Per la famiglia, per un futuro migliore, per una dignità che nessuno può toccare. La storia di Nina mi ha ricordato che non siamo sole. Che ogni donna che lavora nelle case degli altri porta una storia di sacrificio che merita di essere ascoltata.

    E che dietro la forza che tutti vedono, C’è un cuore che tante volte ha dovuto trattenere le lacrime. Quello che lei ha vissuto non è soltanto il suo passato. È un simbolo di tutte le strade difficili che abbiamo attraversato-e di come, nonostante tutto, continuiamo a rialzarci.

    E oggi, leggendo le sue parole, mi sono detta:”le difficoltà non mi hanno spezzata. Mi hanno costruita.”

  • Ci sono notizie che non si possono ascoltare senza sentire un nodo alla gola. Una ragazza di 18 anni, vi ho dato davanti al suo fidanzato, non è solo una tragedia: è una ferita che attraversa l’intero paese, che tocca le donne e gli uomini che ancora credono nel rispetto, nella dignità e nell’amore. Perché è una violenza così non colpisce solo il corpo.

    Colpisce l’anima, la fiducia, il futuro.

    Colpisce due giovani che stavano vivendo un momento normale, semplice, quotidiano… E che in un istante sono stati catapultati nell’incubo più atroce.

    Lei porterà il trauma sul suo corpo, nella sua mente, nei suoi silenzi. Lui porterà il dolore di non aver potuto proteggerla, la rabbia, l’impotenza, la colpa che non gli appartiene ma che inevitabilmente sentirà.

    Due vite cambiate per sempre da un gesto di brutalità disumana.

    La violenza non è un impulso: è una scelta. Una scelta fatta da chi vede l’altro come un oggetto, come qualcosa da usare, da spezzare, da dominare. E quando questa scelta cade su una ragazza ancora giovane, davanti alla persona che ama, si compie una violenza doppia: contro il corpo e contro l’amore.

    Queste tragedie non sono numeri di cronaca. Sono campanelli d’allarme che ci ricordano che qualcosa, nella nostra società, continua a essere malato. Che la cultura del rispetto non è ancora abbastanza forte. E la sicurezza per le donne è ancora troppo fragile. Che troppe vite vengono spezzate prima ancora di essere veramente vissute.

    E allora non possiamo restare in silenzio. Non possiamo fingere che sia solo un episodio, un fatto isolato, una casualità. Ogni ragazza violata è una storia interrotta. Ogni fidanzato costretto ad assistere è una giovinezza che si spezza. Ogni atto del genere è una ferita collettiva. Serve educazione, serve protezione, serve una cultura che insegna agli uomini a non essere predatori, ma esseri umani. Serve coraggio da parte di chi vede, denuncia, intervenire. Serve una società che non normalizzi mai la violenza e non giustifichi mai chi la compie.

    Dove c’è violenza, non c’è amore.

    Dove c’è violenza, non c’è libertà.

    Dove c’è violenza, non c’è umanità.

    È finché una ragazza di 18 anni non potrà camminare per strada senza rischiare di essere aggredita, finché un ragazzo non potrà stare accanto alla persona che ama senza temere di vedere la distrutta, finché la paura sarà più forte della sicurezza…

    Noi non potremmo dirci una società evoluta.

    Questa riflessione è un abbraccio alla vittima, al suo fidanzato, alle loro famiglie.

    È un grido: basta.

    Andriana Ura

  • Negli ultimi anni stanno spuntando ovunque”guru della verità”, persone che si presentano come illuminati, salvatori, investigatori del male nascosto. In realtà non salvano nessuno: vivono della paura degli altri. Usano video tagliati, discorsi manipolati, titoli scioccanti e parole come”depopolazione”,”elite”,” piano segreto”per attirare chi è stanco, fragile, disorientato. Ma dietro questi contenuti non c’è ricerca, non c’è studio, non c’è verità. C’è solo una cosa: bisogno di visibilità. Prendono un discorso serio su ambiente, salute o politica, lo tagliano, lo distorcono, cambiano i sottotitoli e creano un mostro inesistente. E poi lo  vendono come rivelazione. Come se loro sapessero qualcosa che il mondo intero non vede. Questi”guru”non costruiscono consapevolezza, costruiscono confusione. Non offrono risposte, ma creano ansia. Non portano luce: accendono la paura per restare al centro della scena. La verità, quella vera, non ha bisogno di gridare. Non si nasconde nei video manipolati, nei sottotitoli falsi, nei titoli sensazionalistici. La verità sta nei fatti nelle fonti reali, nelle parole complete-non in ciò che viene tagliato per farci credere a un nemico invisibile. Per questo dobbiamo imparare a riconoscere i”guru della paura”: chi guadagna sulla tua ansia non ti sta aiutando. Chi ti fa credere che sei in pericolo senza darti prove, non vuole informarti… Vuole controllarti. Io scelgo la consapevolezza. Io scelgo la verità intera, non quella strappata e incollata per far rumore. E scelgo di non farmi manipolare da chi vive creando panico per avere un pubblico. Perché la vera forza è saper distinguere ciò che è vero da ciò che è costruito.  e oggi serve più coraggio a spegnere un video falso che a crederci.

    Andriana Ura

  • Oggi non è solo una data nel calendario.

    È un respiro trattenuto, una voce che si rialza,

    un nome che non deve più essere dimenticato.

    Oggi ricordiamo tutte le donne

    che hanno camminato nel silenzio,

    che hanno nascosto i lividi sotto la maglia

    e le paure sotto il sorriso.

    Ricordiamo le donne che non ci sono più,

    quelle che hanno bussato a porte rimaste

    chiuse ,

    quelle che hanno avuto il coraggio di

    scappare

    e quelle che non hanno fatto in tempo.

    Ma oggi ricordiamo anche la forza:

    quella che nasce da una mano tesa ,

    da una legge che protegge ,

    da una sorella che ascolta ,

    da una società che, finalmente,

    decide di non voltarsi dall’altra parte.

    La violenza non è un destino,

    non è amore ,non è cura .

    E’ un’ombra che si spezza

    solo con la luce di tutti.

    E io Oggi ,come donna,

    come figlia ,con sorella ,con amica,

    alzo la mia voce per chi non può farlo ,

    e dico con tutto il cuore:

    Nessuna e’ sola.

    Nessuna deve restare in silenzio.

    Nessuno deve essere mai più una storia spezzata.

    Oggi è memoria.

    Domani deve essere cambiamento.

    Andriana Ura

  • Sono nata nel 1985, quando un intero sistema respirava i suoi ultimi giorni, ma nei documenti porto il 1984, perché in Albania, allora, l’anno non era soltanto un numero. Era una porta. Le molte famiglie cercavano di aprirla un po’ prima, per dare ai figli un passo in più, un futuro forse meno stretto. Così anche la mia età fu “anticipata”, non per inganno, ma per amore, per necessità, per adattamento alle regole rigide di un mondo che non lasciava molto spazio alla scelta.

    Il paese in cui sono venuto al mondo era chiuso come una fortezza. L’aria sapeva di disciplinata attesa, di parole misurate, di sogni che si custodivano nel silenzio. Le case erano piccole, ma le famiglie grandi di cuore; le strade erano povere, ma gli occhi della gente piena di dignità. l’Albania del 1985 era sospesa tra un passato che non voleva morire è un futuro che non riusciva ancora a nascere.

    Quando ho aperto gli occhi, il regime aveva già iniziato a scricchiolare. L’uomo che aveva governato il paese per 40 anni stava lasciando il palcoscenico, e nessuno sapeva cosa sarebbe venuto dopo. Il mondo di allora era fatto di file, sacrifici, blackout, ma anche di una forza silenziosa che ti entrava nelle ossa e che, senza volerlo, ci preparava alla vita.

    Porto dentro di me quel tempo. Porto la luce fioca delle sere senza elettricità, le risate rubate tra i cortili, il profumo del pane semplice, le voci basse dei grandi quando parlavano di politica, la nostalgia dei nonni, la speranza cucita dentro i gesti delle madri. E porto anche quel doppio anno-1985 nel cuore, 1984 i documenti-come un segno della mia storia: una bambina nata nel mese di un confine, tra la fine di un mondo è l’inizio di un altro.

    Forse è per questo che oggi scrivo, dipingo, sogno. Perché sono nata in un tempo che cambiava, il cambiamento è rimasto dentro di me. Sono figlia dell’Est, ma appartengo al silenzio, alla luce, e a tutte le volte in cui la vita mi ha chiesto di rinascere.

    Andriana Ura

  • Ogni essere umano, almeno una volta nella vita, si scopre attore. Non per ambizione, non per narcisismo, ma per sopravvivenza. Il teatro non nasce sempre dal desiderio di apparire: spesso nasce dal bisogno di non scomparire. L’individuo impara presto che la verità non sempre protegge; e li indossa come si indossa un’armatura.

    Il” comportamento teatrale “diventa allora una tecnologia di vita, una tecnica di adattamento che permette di attraversare luoghi ostili senza sacrificare del tutto ciò che siamo. È una strategia antica quanto la Spezie: l’essere umano sopravvive perché sa trasformarsi, sa modulare le emozioni, sai intuire il linguaggio del mondo esterno e mimarne i codici senza dissolversi.

    Non è falsità: e’ l’intelligenza in forma drammatica.

    Tuttavia ogni maschera, anche la più sottile, produce un’ombra interna: il peso del non detto, la fatica della coerenza apparente. Più l’individuo cresce, più sente il conflitto tra ciò che mostra e ciò che prova. Ed è proprio in questa frattura che nasce la domanda:”Perché devo ancora recitare? Chi sto proteggendo?”

    Quando la persona formula questo interrogativo, non sta giudicando il proprio passato: sta annunciando un passaggio evolutivo. Il teatro smette di essere una necessità e diventa una scelta. La sopravvivenza cede il posto alla presenza. La maschera scivola e sotto non troviamo il vuoto, ma il volto che abbiamo custodito per anni. Il vero coraggio non ne non aver mai recitato. Il vero coraggio è sapere quando possiamo finalmente permetterci di non farlo più.

    Andriana Ura

  • Opera d’arte realizzata con acrilico e pasta modellante su tela

    Dimensioni :50 x 70

    Anno:2025

    Artista: Andriana Ura

    Direzione artistica: quest’opera nasce da un movimento interiore: un vortice di silenzi che, invece di chiudere, spalancano. Le pennellate circolari creano un’energia che sembra respirare, come se il quadro fosse un cielo in rotazione lenta, un universo che si apre dall’interno.

    Al centro, la luce dorata emerge dalla profondità del blu e del turchese: è un cuore che puzza, il sole spirituale, un nucleo di rinascita.

    La pasta modellante donna rilievo e matericità, trasformando la luce in presenza, La quiete in movimento.

    Un quadro che parla di forza, intuizione trasformazione. Un invito a ritrovare la propria luce nel punto esatto dove il silenzio diventa vita.

  • Il mio nuovo libro”Il ragazzo che parlava col silenzio”e finalmente disponibile su Amazon.

    Una storia vera, intensa e piena di emozione, nascosto tra le parole non dette.

    Grazie a chi mi sostiene in ogni passo.

    Disponibile ora su Amazon

  • Tecnica: Acrilico su tela

    Dimensioni :50 x 70

    Anno:2025

    Artista: Andriana Ura

    Marchio: Andriana Art Poetry

    Descrizione artistica: quest’opera nasce dall’incontro tra due dimensioni: la vastità del cielo e la quiete più profonda della terra. Il turchese in senso della parte superiore evoca spazi infiniti, respiri ampi, possibilità. La fascia chiave al centro diventa una linea di confine allo stesso tempo un ponte, sveglia: e’ il punto esatto in cui il silenzio diventa luce. Nella parte inferiore, le sfumature più scure, attraversato da riflessi dorati, richiamano la profondità della memoria, ciò che resta nascosto ma continua a brillare.

    Un quadro che invita alla calma, all’ascolto del ritorno a sé, perfetto per ambienti moderni e luminosi dove diventa subito protagonista.

    Venduto

  • Tecnica: Acrilico e pasta modellante su tela

    Dimensioni: 60×40

    Anno: 2025

    Artista: Andriana Ura

    Marchio:Andriana Art Poetry

    Descrizione artistica: la materia prende forma come una geografia interiore. La pasta modellante costruisce rilievi e profondità, diventando pelle e respiro della luce. I colori metallici oro, rosso, blu, verderame si fondono in un’energia pulsante, creando l’impressione di un caos originario che si trasforma in armonia. Ogni tratto e  movimento , il riflesso racconta la nascita di un nuovo equilibrio.

  • Tecnica: Acrilico su tela

    Stile: astratto simbolico- luce ,radici,  rinascita.

    Dimensioni: 60×90

    Anno:2025

    Artista: Andriana Ura

    Marchio: Andriana Art Poetry

    Descrizione artistica: un sole dorato irradia raggi come radici invertite, che  scendono verso il mare. La luce diventa memoria, la memoria diventa rinascita. L’opera da competizione delle proprie origini nella superficie, dove finalmente tornano a brillare.

    Cosa rappresenta per me questa tela: unl ritorno a me stessa, le mie radici non sono più un peso:ora brillano. Il mare e il mio viaggio ,questo è un quadro che non ha più paura delle sue origini, è un quadro di rinascita.

    Radici che tornano a brillare

    Tornano alla luce le mie radici,

    non più ombra,

    non più dolore.

    Brillano adesso,

    come un  sole antico

    che finalmente ricorda il mio nome.

  • Tecnica: Acrilico su tela

    Stile: Astratto – minimalista con elementi paesaggistici

    Palette: Giallo sole,verde tenue,blu profondo

    Dimensioni: 60×80

    Anno : 2025

    Artista: Andriana Ura

    Marchio: Andriana Art Poetry

    Descrizione artistica:

    L’opera rappresenta un’alba essenziale, quasi primordiale. Un disco giallo intenso invade un cielo ancora silenzioso, mentre la fascia blu del mare suggerisce quiete e profondità. Le pennellate materiche creano vibrazioni sottili, restituendo l’impressione di un mondo che si risveglia lentamente, senza rumori, come se la luce stessa respirasse.

    Cosa significa per me” l’alba che rinasce dal silenzio”parla di ripartenze intime, dei momenti in cui il mondo touch è l’anima trova il coraggio di ricominciare. È un’opera che racconta pace, rinascita e introspezione.

    L’alba che rinasce dal silenzio

    Rinasce in silenzio l’alba,

    con il sole che apre gli occhi al mare.

    Il mondo trattiene il fiato,

    e in quella luce nuova

    ritrovo il coraggio

    di ricominciare ancora.