Leggere la storia di Nina mi ha fatto tremare il cuore, come se ogni parola avesse sfiorato una parte di me che cerco sempre di tenere composta, in silenzio. Perché dietro la sua voce ho riconosciuto tante donne… Ma soprattutto ho riconosciuto me stessa. La pioggia sotto qui Nina è rimasta sola, con due borse in mano, senza sapere dove andare, non è solo un ricordo suo.
È un’immagine che appartiene a tutte noi che siamo arrivati in Italia con speranza, con valigie leggere e responsabilità pesanti, con un coraggio che nessuno vede davvero. Ho sentito il peso delle sue umiliazioni come fossero le mie. Ho rivisto quelle volte in cui ho lavorato senza essere rispettata, quei momenti in cui il cuore si chiedeva:”perché devo sopportare tutto questo?”
Eppure si va avanti, sempre. Per la famiglia, per un futuro migliore, per una dignità che nessuno può toccare. La storia di Nina mi ha ricordato che non siamo sole. Che ogni donna che lavora nelle case degli altri porta una storia di sacrificio che merita di essere ascoltata.
E che dietro la forza che tutti vedono, C’è un cuore che tante volte ha dovuto trattenere le lacrime. Quello che lei ha vissuto non è soltanto il suo passato. È un simbolo di tutte le strade difficili che abbiamo attraversato-e di come, nonostante tutto, continuiamo a rialzarci.
E oggi, leggendo le sue parole, mi sono detta:”le difficoltà non mi hanno spezzata. Mi hanno costruita.”
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