
Ho smesso di aspettare.
Non per orgoglio, ma per stanchezza.
Ospedale che non arriva consumo più energia che partire da soli.
Aspettare una risposta,un gesto, una chiarezza che non viene è un modo lento di perdersi.
Ho capito che l’attesa non è sempre pazienza. A volte solo paura di scegliere me stessa.
Così ho lasciato andare.
No con rabbia, ma con lucidità.
Perché restare dove non c’è presenza non è amore, è rinuncia.
Da quando non aspetto più, cammino.
Neanche se la strada è silenziosa, almeno è mia.
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