Viviamo in una società che finge di non vedere. Finge di non vedere lo sfruttamento, la povertà, il lavoro è sottopagato. Ma non Singer affatto quando si tratta di spendere.

C’è chi lavora 12 ore al giorno e non arriva a fine mese. C’è chi viene sfruttato, ignorato, spremuto il nome della”flessibilità”. E poi c’è un flusso continuo di denaro che gira altrove: cene pagate, serate ostentate, attenzioni comprate, corpi trasformati in servizio.

Non è moralismo. È questione di giustizia sociale.

Il problema non è il sesso. Il problema è il rapporto malato Con il denaro, usato per evitare responsabilità, confronto, crescita. Pagare diventa più facile che costruire. Comprare più semplice che rispettare.

In questo sistema c’è sempre qualcuno che butta soldi e qualcuno che si lascia mantenere. E nel mezzo restano invisibili quelli che lavorano davvero, quelli che tengono in piedi il paese senza premi, senza tutele, senza applausi.

Ci indigniamo a parole per la povertà, ma normalizziamo un’economia che mercifica tutto, anche le persone. Parliamo di dignità, Ma ci siamo che il valore venga misurato solo da quanto sei disposto a pagare o a farti pagare.

Il vero scandalo non è ciò che accade di notte. È ciò che accade di giorno, nel silenzio generale: stipendi indegni, diritti negati, vite consumate mentre altri spendono senza peso.

Finché il denaro servirà a comprare il silenzi invece che futuro, non potremmo parlare di società giusta. Solo di una società che ha imparato molto bene a non guardarsi allo specchio.

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2 risposte a “Il denaro che compra il silenzio”

  1. Avatar gigicam69
    gigicam69

    Scrivi cose bellissime..sei veramente brava
    Luigi Bellavista

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    1. Avatar Andriana Ura

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