Andriana Art Poetry

Arte & Scrittura

  • O Albania, povera Albania, chi ti ha ridotta con la testa nella cenere? Un tempo eri una signora d’alto rango, gli uomini della terra ti chiamavano madre. Avevi molti beni e prosperità, belle fanciulle e giovani forti, molto bestiame e terre, campi e vigneti, armi lucenti e fucili d’importazione, uomini coraggiosi e donne virtuose; tra tutte le tue compagne eri la migliore. Ma oggi, Albania, dimmi, come stai? Sei come una quercia abbattuta al suolo. Il mondo ti passa sopra e ti calpesta, e nessuno ti rivolge una parola dolce. Albanesi, vi state uccidendo tra fratelli, in cento fazioni vi siete divisi. Chi dice: “ho fede”, chi dice: “ho religione”, uno: “sono turco”, l’altro: “sono latino”, altri: “sono greco” o “slavo”, ma siete tutti fratelli. Svegliatevi, albanesi, destatevi dal sonno. Tutti come fratelli unitevi, e non guardate a chiese e moschee: “La religione dell’albanese è l’albanesità.” Prima che l’Albania vada perduta, con il fucile in mano muoia il valore. — Pashko Vasa

  • Tecnica: Plexiglass & acrilico

    Dimensioni: 50×40

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: nel dialogo tra oro e oscurità, l’opera racconta la forza della rinascita: ciò che sembra spento può ancora fiorire e illuminare il cammino.

  • Carta Argento e acrilico fluido su tela

    150×150

    2026

    Collezione Privata

    Andriana Ura

    L’opera richiama il movimento delle correnti marine delle nuvole e delle mappe interiori che guidano ogni percorso umano. Non esistono confini rigidi: ogni forma si dissolve si ricompone suggerendo che cresce tra il cambiamento nascono dall’incontro tra esperienza e intuizione e visione.

    Il blu simbolo di profondità fiducia e apertura verso l’ignoto, dialoga con i riflessi argentati che evocano opportunità, l’opera invita a guardare oltre l’immediato riconoscendo il  cambiamento e la possibilità di evoluzione.

  • Desidero esprime la mia sincera gratitudine per la splendida esperienza vissuta all’interno della mostra internazionale”Risonanze”.

    Un ringraziamento speciale va alla curatrice Maria Di Stasio per la professionalità, la disponibilità, l’attenzione verso gli artisti e la passione con cui ha reso possibile questo importante progetto culturale.

    Partecipare a un’esposizione che riunisce  artisti provenienti da percorsi e sensibilità diverse è sempre un’occasione preziosa di confronto, crescita e condivisione.

    Grazie a tutti coloro che hanno visitato la mostra, gli organizzatori e agli artisti presenti per aver contribuito a creare un dialogo autentico attraverso l’arte.

    L’arte continua a essere un ponte tra idee, emozioni e persone.

  • Dimensioni: 60×80

    Tecnica: Acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: un’opera che riflette sulla pressione sociale esercitata sulla donna attraverso il concetto di”orologio biologico”.

    La figura centrale appare piccola sotto un tempo che non appartiene solo alla natura, ma soprattutto alle aspettative della società.

    L’orologio diventa simbolo di giudizio, attesa e imposizione invisibile.

  • “Diritto in assenza” La cosa più inquietante non è chi parla con odio. La cosa più inquietante è quando a parlare così è una persona che dice di aver studiato diritto. Perché il diritto non nasce per alimentare il disprezzo. Nasce per proteggere equilibrio, dignità e giustizia. Io sono la prima a dire che chi arriva in un Paese deve rispettarne le leggi, integrarsi e comportarsi con responsabilità. Ma trasformare ogni immigrato in un colpevole è ignoranza travestita da opinione. E allora viene spontaneo chiedersi: il diritto lo avete studiato davvero… o eravate assenti? Perché chi conosce la legge sa distinguere le persone dai pregiudizi. Chi conosce la storia sa che nessun popolo merita di essere umiliato per la propria origine. Noi non siamo un’etichetta. Siamo persone. Con sacrifici, lavoro, ferite, sogni e dignità. — Andriana Ura

  • Terra mia,

    come ti stanno riducendo.

    Ti guardo da lontano

    e sento il peso del silenzio

    cadere sopra le tue montagne,

    sopra le case rimaste aperte al vento,

    sopra i volti di chi continua a resistere

    senza voce.

    Fino a quando sopporterai accordi nascosti, promesse vendute nell’ombra,

    mani strette lontano dagli occhi della gente? Che prezzo ti hanno dato?

    Quale premio hanno messo

    sulla dignità della tua storia?

    Ti hanno divisa, usata,

    sporcata con parole che non ti appartengono. Eppure continui a respirare

    attraverso chi non ti ha dimenticata.

    Perché una terra ferita non muore subito. Prima soffre in silenzio.

    Poi aspetta qualcuno

    capace ancora di chiamarla madre. — Andriana Ura

  • Con emozione annuncio la mia partecipazione alla mostra collettiva d’arte.

    Saranno esposte due mie opere:

    “Atmospheric shift”e”Il risveglio del Sacro”.

    Due lavori diversi ma profondamente legati tra loro: uno attraversa il cambiamento invisibile che scuote l’essere umano e il mondo, l’altro richiama la necessità di ritrovare una dimensione spirituale, interiore autentica in una realtà Sempre più distante dall’essenza.

    Grado di condividere questo percorso insieme ad altri artisti portando Ancora una volta la mia visione tra materia emozione e identità.

  • Glas Balkana

    mnogi su pokušali da ugase. Menjali su nam prezimena, delili nas zastavama, razdvajali granicama koje su crtale ruke što nikada nisu razumele naš bol. Pokušali su da izbrišu naše korene, da promene naše sećanje, da nas nateraju da zaboravimo ko smo bili. Ali neke zemlje ne umiru. Žive u krvi svoje dece, u majkama koje još uvek tiho čuvaju jezik, u starima koji nose priče koje niko nije imao hrabrosti da ispriča do kraja. Zemljo moja, koliko si rana podnela. Videla si ratove, odlaske, siromaštvo, izdaje, decu primoranu da napuste svoj dom sa koferom punim nostalgije. I opet opstaješ. Opstaješ u tužnoj pesmi svojih planina, u moru koje nas još uvek doziva po imenu, u grubim rukama svog naroda, u dostojanstvu onih koji se nisu pokorili. Nazivali su nas strancima svuda. Ali mi znamo ko smo. Mi smo deca Balkana. Deca ranjene zemlje koja se i danas bori da ne bude izbrisana. I čak daleko, čak rasuti po svetu, mi te ne napuštamo. Jer možeš napustiti svoju zemlju, ali tvoja zemlja nikada ne napušta tebe. — Andriana Ura

  • Tecnica: Acrilico su tela

    Dimensioni: 75×55

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: un’opera che racconta la lotta silenziosa contro sistemi che opprimono pur mascherandosi da ordine o sacralità. Le mani chiuse emergono come simbolo di resistenza, mentre il nero invade lo spazio creando una tensione tra caos, controllo il desiderio di liberazione. L’oro spezzato non rappresenta ricchezza, ma la frattura di un potere che non riesce più a dominare l’anima umana.

  • Tecnica:Acrilico su tela

    Dimensioni:75×55

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: in una composizione ripetitiva è apparentemente ordinata, figure femminili stilizzate si dispongono come elementi di un sistema chiuso. La serialità non è casuale: diventa simbolo di un’identità imposta, di ruoli che si replicano fino a perdere unicità.

    Le presenze nere dominano lo spazio, una condizione di blocco, di silenzio e adattamento forzato. Non sono individui, Ma tracce di esistenze contenute.

    All’interno di questa struttura, emergono variazioni: alcune figure appaiono incomplete, sospese tra possibilità e rinuncia; una , invece, si distingue per la sua luminosità dorata. Non è solo diversa: è consapevole. Rappresenta la rottura del ciclo, la scelta di non appartenere più alla dinamica imposta.

    L’opera non offre una soluzione, ma mette in tensione due forze opposte: conformità e trasformazione. Non tutte riescono a uscire. Ma la possibilità esiste-ed è visibile.

  • Ho completato il corso in Emotional and Social Intelligence presso UC Davis (University of California,Davis), conseguendo un punteggio del 89,10%.

    Non è solo un traguardo formativo, ma un passo in più verso la compressione profonda dell’essere umano. Empatia, consapevolezza di essere e comunicazione non sono concetti teorici: sono strumenti reali che oggi porto nella mia arte e nella mia scrittura.

    Perché prima di rappresentare il mondo, bisogna imparare a sentirlo.

  • Ma noi continuiamo a camminare.

    Quest’opera nasce da una riflessione semplice e dura: la vita non aspetta nessuno.

    Figure che si muovono, cambiano, crescono… Mentre il tempo resta al centro, silenzioso e inevitabile.

    Il tempo non avvisa

    Acrilico su tela -80×60

    Esposta alla rassegna artistica Espressioni presso il Parco Culturale Le Serre Torino.

    Attestato di partecipazione

    Certificato di merito artistico

    Questo non è solo un quadro. È una parte del mio percorso.

  • Dimensioni: 60×40

    Tecnica: pasta modellante e acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Collezione Privata

    Descrizione:

    La scelta di loro, dell’argento del nero non è solo estetica, è una vera e propria dichiarazione di stile: sono i colori del prestigio, di ciò che brilla senza bisogno di troppe spiegazioni.

    Con questo ho voluto rappresentare la “finezza” non solo nel colore ma anche nel modo in cui l’opera occupa lo spazio.