Andriana Art Poetry

Arte & Scrittura

  • Quest’opera è partita da Bologna ed è arrivata sana e salva in Calabria, trovando finalmente la sua casa. Non è più disponibile, e questo per me ha un valore speciale.

    La cosa che mi rende davvero felice e sapere che è entrata nella casa di una persona per cui nutro una profonda stima.

    Una persona che, quando sono arrivata in Italia, mi ha aiutato tanto.

    Quest’opera è un pezzo della mia storia che ha trovato il suo posto giusto.

  • Ricevere il secondo premio alla biennale Internazionale dell’arte contemporanea di Bacoli, nella splendida cornice della Cassina Vanvitelliana, è stato molto più di un riconoscimento letterario.

    Per me, donna di origine albanesi che ha scelto l’Italia come casa, questo traguardo rappresenta una vittoria della parola sulla paura e del merito sul pregiudizio. Molti pensavano che sarebbe stato impossibile, perché non appartenevo a quel territorio. Eppure, la poesia ha una forza silenziosa che supera i confini geografici e le barriere linguistiche. Quando la giuria ha premiato la mia lirica,”Il rosso che non ho ereditato”, non ha riconosciuto solo una struttura metrica o una scelta stilistica, ma il valore di una verità universale.

    Il dono della libertà

    C’è un ringraziamento profondo che sento di dover fare all’Italia. In questa terra ho trovato qualcosa di più prezioso della semplice accoglienza: ho trovato la libertà della parola. Scrivere qui significa poter dire ciò che penso, esplorare anche i temi più delicati e dare voce a pensieri che altrove rischierebbero di essere fraintesi, giudicati o messi a tacere. In Italia, la mia verità non deve nascondersi. Posso trasformare la memoria-fatta di essenze, di legami tra generazioni, di fatiche di rinascite-in un messaggio pubblico, senza il timore di essere giudicata per ciò che sento.

    Oltre l’identità, verso l’umano

    Spesso mi chiedono come faccio un’anima albanese a integrarsi così profondamente nella cultura di un’altra nazione. La risposta è nel”Rosso”che descrivo nei miei versi: un colore che appartiene a tutti, che è sangue, è vita, è memoria. Questo premio non è un punto d’arrivo, ma la conferma che il percorso intrapreso è quello giusto. Continuerò a scrivere, mossa della consapevolezza che la vera missione di un poeta deve stare fedele alla propria verità, gratta per ogni spazio di libertà conquistato. Perché quando la poesia è sincera, non importa da dove vieni, ma dove riesci a portare chi ti legge.

  • La mia opera”Il rosso che non ho ereditato”è stata premiata con il Secondo Posto al Premio Artistico-Letterario il Rosso 2026 .

    Un lavoro che parla di identità, radici è ciò che scegliamo di essere, oltre ciò che ereditiamo.

    Questo riconoscimento non è solo un premio, ma una conferma del percorso che sto costruendo.

  • Tecnica: acrilico su tela

    Dimensioni: 100×100

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Stato: Collezione Privata

    Descrizione dell’opera:

    Orizzonti Arbereshe nasce dal incontro tra radici profonde e visione contemporanea. Al centro della composizione, un globo dorato emerge su una base Rossa intensa: il mondo non è distante, ma vivo, pulsante, al centro della nostra identità.

    Attorno ad esso , cinque aquile nere si dispongono in cerchio. Non sono semplici simboli: rappresentano la memoria, la protezione e la continuità di un popolo che, pur attraversando confini geografici, non ha mai perso la propria essenza. Il richiamo è forte, diretto, legato a una storia che vive ancora oggi.

    Il rosso dominante non è solo colore: è forza, sacrificio, appartenenza. Il nero delle aquile crea  contrasto, ma anche equilibrio, come luce e ombra che convivono nella stessa identità.

    Inserito in uno spazio contemporaneo e internazionale, l’opera dialoga con il presente: non parla solo di passato, Ma di un’identità che si evolve senza dissolversi.

    Orizzonti Arbereshe diventa così una dichiarazione: le radici non sono un limite, ma un punto di partenza per guardare oltre.

  • Artista: Andriana Ura

    Tecnica: Pasta modellante e acrilico su tela

    Dimensioni: 60×100

    Anno:2026

    Stato: Collezione Privata

    Descrizione:

    Opera materica in cui Il tricolore italiano si trasforma in superficie viva. Le texture irregolari, create con pasta modellante, danno corpo ai colori, rendendoli presenza e non solo simbolo. Ogni tonalità racconta una parte di identità, ma è nell’Unione che emerge una sola voce: forte, riconoscibile, contemporanea.

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    Un’opera che nasce da una verità semplice: il tempo non aspetta, non chiede, non avverte.

    Scorre.

    E mentre scorre , ci trasforma.

  • L’identità non è una pietra antica,

    un confine tracciato su una carta ingiallita,

    né il respiro di una terra che ci è stata data mentre eravamo ancora promessa e mai vita.

    Non è nel nome che portiamo per caso,

    e nel vento che scuoteva il nostro primo prato, ma nel battito che scegliamo di seguire,

    nel sentiero che il cuore ha finalmente sognato.

    Siamo fatti di libri, di sguardi e di altrove,

    di radici che camminano, in cerca di luce,

    perché la vera patria non è dove nasci,

    ma dove la tua voce finalmente si induce.

    Siamo cittadini di un’idea che fiorisce,

    viandanti che portano il mondo nel petto, senza catene, senza barriere,

    nell’infinito coraggio di un nuovo architetto.

  • Presente con la mia visione in “Espressioni”2026.

    “Per me l’arte non è solo forma,ma messaggio che attraversa chi osserva.”

  • Dimensioni: 150×150

    Tecnica: Acrilico e pasta modellante su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: opera realizzata con pasta modellante e acrilico su tela. La superficie materica crea profondità e movimento, attraversata da una luce che emerge gradualmente, come se nasce dall’interno della materia stessa. L’opera Esplora l’origine della luce non come elemento esterno, Ma come presenza che si genera nel silenzio e nella trasformazione.

    Opera venduta-Collezione Privata

  • Tecnica: Tecnica mista su tela: Pasta modellante, elementi in rilievo (schiuma),foglia oro e applicazioni in carta argento, acrilico.

    Dimensioni:150×150

    Anno:2026

    Descrizione: Un centro che attrae e trattiene.La materia prende forma attraverso stratificazioni e rilievi, creando profondità e movimento.L’oro non è decorazione,ma presenza:un richiamo al sacro che emerge dall’equilibrio tra forza e silenzio.

    Collezione Privata

  • Tecnica: Acrilico su tela

    Dimensioni:100×100

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: “Un flusso che sfugge al controllo, dov’è il colore non segue regole ma emozioni. Qui la forma non contiene:si dissolve.”

    Collezione Privata

  • Dimensioni: 60×80

    Anno:2026

    Tecnica: tecnica mista batterica su tela (pasta modellante, schiuma poliuretanica espansa, acrilico)

    Descrizione: attraversano lo spazio come percorsi interiori, sospese tra controllo e abbandono. La materia prende il corpo attraverso rilievi che guidano lo sguardo, creando una geografia emotiva dove ogni direzione è una scelta e ogni movimento sfiora il destino.

    Opera data in Donazione

  • Dimensioni: 50×50

    Tecnica: acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: un attraversamento, una tensione, una linea che divide ma allo stesso tempo unisce. In questa composizione fluida, il colore non si limita a esistere: prende posizione. Il rosso incide lo spazio come una traccia inevitabile, mentre le tonalità neutre cercano un equilibrio che non è mai definitivo. L’opera invita a riflettere su ciò che separa e ciò che avvicina: ogni confine non è solo un limite, ma una decisione, consapevole o invisibile.

  • Dimensioni:50×50

    Tecnica: Acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: un’esplosione concentrica di blu profondo che sfumano verso un cuore di luce eterea. L’opera cattura l’essenza del movimento fluido e della calma rigenerante, creando un punto focale di pura energia cromatica. La texture vibrante è la profondità delle sfumature cobalto invitano L’Osservatore a un momento di introspezione silenziosa.

    Venduto su commissione

  • Acrilico su tela

    2026

    60×80

    Andriana Ura

    Il tempo scorre senza chiedere permesso. Le figure si muovono, Ma restano sole nel proprio percorso. Nessun segnale, nessun avviso: sono il passaggio silenzioso della vita.

    “Il tempo a non avvisa”

    La mia opera verrà esposta a Torino, all’interno della Lectio Magistralis dell’Arte,a cura di Enzo Nasillo.

    Il vero evento che trasforma la mostra in esperienza viva,dove le opere iniziano a parlare davvero.

    Il mio lavoro nasce da una riflessione sul tempo: scorre senza chiedere il permesso.

    Parco Le Serre -Grugliasco

    18 aprile – ore 17.30

  • Quando vedo Belgrado

    non guardo una città,

    mi riconosco.

    È come se qualcosa dentro di me 

    si accendesse senza chiedere permesso, come una luce che conosce la strada

    anche nel buio.

    Le strade non sono solo pietra,

    sono passi che ho lasciato,

    voci che mi hanno attraversata,

    silenzi che ancora mi parlano.

    Belgrado non mi chiede chi sono,

    lo sa già.

    E io, ogni volta che la guardo,

    non devo spiegarmi,

    non devo dimostrare niente.

    Mi basta sentire 

    quel battito antico

    che mi attraversa il petto

    e mi dice:

    sei ancora qui.

  • Oggi condivido un riconoscimento che segna un passaggio importante nel mio percorso artistico. Sono stata selezionata come Finalista all’Artavita International art contest 2026, una piattaforma internazionale che riunisce artisti contemporanei da tutto il mondo. Un risultato che nasce da un lavoro costante, costruito nel tempo, tra materia, intuizione e ricerca personale.

    La mia arte non segue una forma unica. Si muove tra equilibrio e tensione, tra struttura e libertà, cercando ogni volta un linguaggio autentico. Essere finalista in un contesto internazionale significa portare questa visione oltre i confini, confrontarsi con uno spazio più ampio e continuare a crescere.

    Non è un traguardo.

    È una conferma.

    Continuo a creare, con la stessa esigenza che mi guida fin dall’inizio: trasformare ciò che sento in qualcosa che può essere visto, percepito, vissuto.

  • Oggi è arrivata una notizia che accolgo con beatitudine e consapevolezza del percorso fatto. Sono stata selezionata come Poeta Finalista alla XVII Edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Federiciano 2025”, organizzato da Aletti Editore, una delle realtà più attive nel panorama letterario italiano.

    Un riconoscimento che non rappresenta un punto di arrivo, ma una conferma: la parola, quando nasce autenticità, trova sempre il suo spazio.

    Scrivere, per me, non è mai stato un esercizio estetico. È un atto necessario. Un modo per dare voce a ciò che spesso rimane invisibile, non detto, sospeso tra memoria e identità.

    Essere finalista in un contesto internazionale significa portare quella voce oltre il privato, oltre il silenzio iniziale da qui ogni poesia prende forma.

    Questo risultato si inserisce in un percorso più ampio, fatto di ricerca, radice e trasformazione. Un camino che continua, con la stessa intensità con cui è iniziato.

    Grazie a chi legge, a chi riconosce e a chi, in qualche modo, si ritrova nelle parole.

    La poesia non è mai solo di chi la scrive.

  • I am pleased to share my participation in the Arte Laguna Prize 2026. My work has been submitted within an international context that connects artists, spaces, and visions across different countries. Between Italy and China, this journey becomes not only an artistic path, but a reflection on identity, direction, and transformation. Each step is part of something that is still unfolding. — Andriana Ura Andriana Art Poetry

  • Sono lieta di condividere la mia partecipazione all’Arte Laguna Prize 2026. La mia opera è stata presentata in un contesto internazionale che unisce artisti, spazi e visioni tra paesi diversi. Tra Italia e Cina, questo percorso diventa non solo un viaggio artistico, ma una riflessione su identità, direzione e trasformazione. Ogni passo fa parte di qualcosa che è ancora in divenire. — Andriana Ura Andriana Art Poetry

  • Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che si attraversano. Tra cielo e memoria non è solo un titolo, ma una direzione. Un punto sospeso tra ciò che siamo stati è ciò che stiamo diventando.

    Volume 1 – Le credenze che hanno plasmato l’anima del mondo.

    Il primo volume è un viaggio dentro le fondamenta invisibili della nostra esistenza. Non si limita a raccontare religioni o tradizioni, ma entra nel cuore delle domande che l’umanità si porta dietro da sempre:

    Chi siamo davvero?

    Quanto di ciò che crediamo è nostro e quanto ci è stato insegnato?

    Esiste una verità unica o tante verità che convivono?

    Attraverso simboli, spiritualità e riflessioni profonde, il libro accompagna il lettore in un percorso che mette in discussione le certezze, senza distruggerle… Ma trasformandole.

    Non è un libro che ti dice cosa pensare. È un libro che ti costringe a pensare.

    Volume 2 – Viaggio nella coscienza, nel tempo e nelle credenze invisibili.

    Il secondo volume è più intimo, più profondo, più personale. Qui il viaggio non è più solo nel mondo… ma dentro se stessi. Il tempo, la memoria, le esperienze vissute diventano strumenti per comprendere ciò che spesso ignoriamo:

    Le nostre scelte sono davvero libere?

    Quanto il passato influenza il presente?

    E cosa significa davvero “coscienza”?

    È un percorso che attraversa dimensioni interiori, dov’è il confine tra realtà e percezione si fa sottile. Un invito a guardarsi dentro senza filtri, senza paura, senza bisogno di approvazione.

    2 libri, un unico filo

    Entrambi i volumi sono legati da una stessa ricerca: la verità.

    Non quella imposta, non quella comoda, ma quella che ognuno deve avere il coraggio di cercare da solo. Sono libri per chi non si accontenta della superficie. Per chi sente che c’è qualcosa di più. Per chi è pronto a mettere in discussione tutto… anche se stesso.

    I libri “Tra cielo e memoria”(volume 1 e volume 2 ) sono disponibili su Amazon.

    Chi è pronto a iniziare questo viaggio… sa gia dove cercare.

  • Ci sono momenti in cui l’arte non si limita a essere osservata.

    Diventa presenza.

    Diventa scelta.

    Sono stata selezionata per la sezione narrativa con il testo”Invisibile solo agli occhi distratti”, all’interno di un contesto artistico che ha riunito visioni, linguaggi e sensibilità diverse.

    Un titolo che nasce da una riflessione semplice ma necessaria: Non tutto ciò che esiste viene realmente visto.

    Viviamo in un tempo in cui tutto è esposto, condiviso, mostrato. Eppure, ciò che richiede attenzione profonda spesso resta ai margini.

    “Invisibile”non è ciò che manca. È ciò che non viene riconosciuto.

    La mia scrittura si muove proprio in questo spazio: tra ciò che appare e ciò che resta in silenzio.

    Il dialogo tra narrativa e Opera.

    Questa visione non si è fermata alla parola. Durante la cerimonia, ho scelto di donare una mia opera. Un gesto che non è stato casuale, ma coerente con il mio percorso. L’opera Donata rappresenta un continuità naturale con il testo presentato. Entrambe nascono dallo stesso sguardo: osservare ciò che gli altri attraversano senza soffermarsi.

    Forme, materie e silenzio si intrecciano per restituire una presenza che non chiede attenzione, ma esiste comunque.

    L’arte come responsabilità

    Partecipare a un evento Non significa solo esserci. Significa portare una visione. E a volte, significa anche lasciare qualcosa. La donazione dell’Opera è stata una scelta consapevole. Un modo per trasformare la presenza in traccia. Perché l’arte non è solo espressione personale. È anche relazione, responsabilità, continuità.

    Desidero inoltre esprimere un sincero ringraziamento a Enzo Nasillo per l’opportunità di partecipare a questo evento. La sua visione e il suo impegno nel creare spazi di incontro tra artisti e linguaggi diversi rappresentano un valore concreto nel panorama contemporaneo.

    “Invisibile solo agli occhi distratti”non è solo un titolo. È una direzione. Un invito a rallentare lo sguardo, a riconoscere ciò che esiste oltre la superficie. Perché ciò che non viene visto non smette di esistere. Semplicemente, attende uno sguardo più attento.