
Stanotte ho sognato tre lupi bianchi.
Erano grandi, più grandi di me. Entravano in casa e mi seguivano. Non ringhiavano, non aggredivano, non tentavano di mordermi.
Ma io avevo paura.
Siamo cresciuti con la storia del lupo cattivo. Con l’idea che il lupo sia minaccia, pericolo, qualcosa da cui scappare. E così, nel sogno, la mia prima reazione è stata la paura.
Ma loro non facevano nulla.
Camminavano dietro di me.
Mia madre nel sogno era leggera, come se non vedesse alcun pericolo. Io invece sentivo il peso della loro presenza. Poi mi sono fermata. E ho accarezzato uno di loro. In quel momento ho capito che la paura non era nel lupo. Era dentro di me.
Verso la fine del sogno ho avuto un’impressione diversa: non erano predatori. Erano guardiani.
Forse rappresentano le mie radici. Forse le donne che mi hanno preceduta. Forse la memoria di una forza che protegge il branco, la famiglia, il territorio.
O forse erano semplicemente una parte di me.
Una forza grande. Bianca. Istintiva. Che mi segue da sempre. Mi sono svegliata Serena. Non spaventata.
E ho capito una cosa: Non tutto ciò che è grande e pericoloso. A volte è solo la nostra forza che non abbiamo ancora imparato a riconoscere.
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