Andriana Art Poetry

Arte & Scrittura

  • Uniti Nel Sangue E Nella Speranza
  • Albania

    Albania, una nazione che non ha mai smesso di resistere PONTISFERA INTERNATIONAL Idee · Popoli · Culture · Dialoghi A cura di Andriana Ura

    Oggi, diversamente dagli argomenti che affrontiamo abitualmente, voglio parlarvi di una nazione. Una nazione che, attraverso i secoli, ha conosciuto la resistenza, le guerre, le invasioni, le dominazioni straniere e le privazioni della libertà. Eppure, nonostante tutto, non ha mai smesso di cercare la propria strada. Questa nazione si chiama Albania. Un Paese piccolo nelle dimensioni geografiche, ma attraversato da una storia immensa, fatta di sacrifici, coraggio, sofferenze e desiderio di indipendenza. Noi veniamo da quella terra. Molti di noi portano dentro di sé origini diverse, famiglie intrecciate, identità balcaniche che attraversano lingue, culture e confini. Ma chi è nato in Albania, chi ne conosce la storia e ha vissuto almeno una parte delle sue trasformazioni, sa che la libertà non è mai stata un regalo. È stata una conquista. Il popolo albanese non ha bisogno di negare la libertà degli altri per rivendicare la propria. Amare l’Albania non significa considerarsi superiori agli altri popoli. Significa riconoscere il valore della propria storia, senza dimenticare quella dei vicini. Significa ricordare che nessuna nazione dovrebbe essere costretta a scegliere tra la propria dignità e la propria sopravvivenza. E oggi, osservando ciò che accade nella nostra terra, non possiamo rimanere indifferenti. Perché chi conosce il passato dell’Albania non può guardare al suo presente senza porsi delle domande. Che cosa significa davvero essere liberi? È sufficiente avere uno Stato indipendente se i cittadini non si sentono ascoltati? Che valore ha la democrazia quando una parte della popolazione perde fiducia nelle istituzioni? E soprattutto, quale futuro stiamo costruendo per le generazioni che verranno? Non voglio raccontare un’Albania perfetta, perché non esiste una nazione perfetta. Voglio parlare di un’Albania che merita rispetto, responsabilità, giustizia e opportunità. Di un popolo che non dovrebbe essere ricordato soltanto per le guerre e le sofferenze del passato, ma anche per la capacità di costruire il proprio futuro. La libertà di un popolo non si misura soltanto dalla sua indipendenza, ma dalla dignità con cui i suoi cittadini possono vivere. L’Albania non ha bisogno di nuovi miti di superiorità. Ha bisogno di memoria, coscienza civile e coraggio. Perché amare la propria patria significa anche avere la forza di guardarla criticamente. E talvolta la forma più profonda di amore verso una nazione è proprio quella di non tacere davanti alle sue difficoltà. L’Albania è la nostra origine. Ma il suo futuro è una responsabilità collettiva. © 2026 Andriana Ura Pontisfera International

  • 🌍 Pontisfera

    🌍 PONTISFERA PROGETTO CULTURALE INTERNAZIONALE INDIPENDENTE IDEE · POPOLI · CULTURE · DIALOGHI COMUNICAZIONE UFFICIALE

    Ringraziamento, trasparenza e prospettive future Cari artisti, poeti, scrittori e partecipanti, desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto in PONTISFERA e hanno scelto di partecipare al Calendario Internazionale di Poesia 2027 e al Calendario Internazionale dell’Arte 2027. La vostra partecipazione rappresenta un contributo prezioso alla crescita di questo progetto culturale. PONTISFERA è attualmente in una fase di sperimentazione e sviluppo internazionale. Attraverso queste prime pubblicazioni stiamo cercando di comprendere come il progetto possa inserirsi nei mercati internazionali, quali opportunità di diffusione possano nascere e come valorizzare progressivamente il lavoro degli artisti e degli autori coinvolti. Il nostro obiettivo non è soltanto far crescere PONTISFERA, ma crescere insieme a voi, creando nel tempo nuove possibilità di visibilità, collaborazione e dialogo culturale. La nostra trasparenza economica Come abbiamo chiaramente specificato nei bandi di partecipazione, l’adesione ai progetti è gratuita e non esiste alcun obbligo di acquistare le pubblicazioni. Desideriamo inoltre condividere con voi uno screenshot direttamente dalla piattaforma Lulu, affinché possiate verificare personalmente i costi e i prezzi applicati. Calendario Internazionale di Poesia 2027 – Costo di stampa: 11,26 € – Prezzo di vendita: 11,26 € – Margine PONTISFERA: 0,00 € Calendario Internazionale dell’Arte 2027 – Costo di stampa: 11,26 € – Prezzo di vendita: 11,26 € – Margine PONTISFERA: 0,00 € Come potete osservare, il prezzo di vendita coincide esattamente con il costo di stampa. PONTISFERA non applica alcun ricarico e non ricava alcun guadagno dalla vendita di questi calendari. Naturalmente, la produzione delle copie cartacee comporta costi che non possiamo eliminare. Anche le eventuali spese di spedizione sono gestite e calcolate separatamente dalla piattaforma. Perché abbiamo scelto Lulu? Abbiamo deciso di affidarci a Lulu perché offre un servizio internazionale di stampa su richiesta e distribuzione. Questo significa che PONTISFERA non stampa direttamente le pubblicazioni, non gestisce un magazzino e non si occupa delle spedizioni. La produzione, gli ordini e le consegne vengono gestiti dalla piattaforma secondo le sue condizioni. Abbiamo ritenuto che questa soluzione potesse rappresentare un primo passo concreto per rendere accessibili i nostri progetti anche al di fuori dei confini nazionali. Vi mostreremo il risultato Ho personalmente ordinato alcune copie dei nostri calendari. Non appena le riceverò, realizzerò un video per mostrarvi il lavoro svolto, il risultato della stampa e la qualità delle pubblicazioni. Sarà anche un’occasione per condividere con voi questa prima esperienza e valutare insieme gli aspetti che potranno essere migliorati. Il futuro di PONTISFERA Siamo consapevoli che costruire un progetto culturale internazionale richiede tempo, impegno, pazienza e soprattutto fiducia. Non promettiamo guadagni economici, vendite o risultati immediati. Promuoviamo invece un’idea: offrire all’arte, alla poesia e alla cultura nuove possibilità di attraversare i confini. Ogni iniziativa rappresenta un’esperienza dalla quale imparare, migliorare e sviluppare nuove opportunità. Continueremo a informarvi sull’evoluzione dei progetti, sulle prossime pubblicazioni e sulle future iniziative culturali. A tutti voi, grazie per la partecipazione, la collaborazione e la fiducia. Perché PONTISFERA non vuole essere soltanto un nome, ma un ponte tra persone, idee, popoli e culture. Con gratitudine e rispetto, Andriana Ura PONTISFERA Progetto culturale internazionale indipendente IDEE · POPOLI · CULTURE · DIALOGHI

  • Balcani allo specchio

    Otto popoli, mille differenze e un’identità che resiste Uno sguardo antropologico sulle somiglianze e sulle differenze culturali nell’Europa sudorientale

    A cura di Andriana Ura PONTISFERA International – Progetto culturale indipendente

    Una terra, molte identità I Balcani rappresentano uno degli spazi culturali più complessi d’Europa. Qui convivono lingue differenti, religioni diverse, memorie storiche spesso contrastanti e tradizioni che attraversano i confini nazionali. Eppure, osservando la vita quotidiana, emerge un fenomeno interessante: popoli che rivendicano con forza la propria diversità condividono spesso abitudini, valori familiari, gesti di ospitalità e modi di interpretare la società. La domanda diventa inevitabile: quanto sono realmente diversi i popoli balcanici?

    Albania: identità, famiglia e indipendenza La società albanese conserva un forte legame con la famiglia, l’ospitalità e il senso dell’appartenenza. Il concetto tradizionale di besa, associato alla parola data e alla fiducia, occupa un posto importante nella memoria culturale albanese. Nell’Albania contemporanea, tuttavia, si osservano trasformazioni profonde. Le nuove generazioni cercano maggiore autonomia personale, mentre l’emigrazione ha contribuito a modificare le relazioni familiari e i modelli sociali.

    Serbia: memoria storica e appartenenza collettiva La cultura serba attribuisce grande importanza alla continuità storica, alle tradizioni familiari e all’identità nazionale. La slava, celebrazione familiare del santo patrono nella tradizione ortodossa serba, rappresenta un esempio significativo della trasmissione culturale tra generazioni. La Serbia contemporanea presenta però una pluralità di orientamenti: accanto alle tradizioni esistono movimenti culturali, artistici e giovanili che interpretano diversamente il rapporto tra passato e futuro.

    Montenegro: tradizione e trasformazione Il Montenegro condivide numerosi elementi culturali con la Serbia e con altre società dell’Adriatico e dei Balcani occidentali. Il legame con il territorio, la memoria delle comunità montane e il valore attribuito alla famiglia costituiscono aspetti importanti della sua storia sociale. Le città costiere, influenzate dal turismo internazionale, mostrano oggi dinamiche differenti rispetto alle comunità dell’interno.

    Bosnia-Erzegovina: la convivenza delle differenze La Bosnia-Erzegovina rappresenta uno degli esempi più evidenti della complessità culturale balcanica. Tradizioni islamiche, ortodosse, cattoliche e laiche hanno contribuito alla formazione del suo patrimonio storico. La vita quotidiana conserva elementi condivisi, dalla cucina alla musica, nonostante le divisioni politiche e le ferite lasciate dalla guerra degli anni Novanta. La Bosnia dimostra che identità differenti possono condividere uno stesso spazio culturale, pur senza cancellare le difficoltà della convivenza.

    Croazia: tra Mediterraneo e Europa centrale La Croazia presenta una varietà culturale che riflette la sua posizione geografica. Le regioni adriatiche conservano forti influenze mediterranee, mentre altre aree mostrano legami storici con l’Europa centrale. Queste differenze emergono nell’architettura, nella gastronomia, nelle tradizioni e nei ritmi della vita quotidiana.

    Macedonia del Nord: un’identità plurale La Macedonia del Nord costituisce un punto d’incontro tra comunità linguistiche, religiose e culturali differenti. La presenza di comunità macedoni, albanesi, turche, rom e di altri gruppi rende particolarmente interessante il rapporto tra identità nazionale e pluralismo. Le tradizioni familiari e comunitarie convivono con le trasformazioni delle nuove generazioni.

    Bulgaria: tradizione slava e patrimonio balcanico La Bulgaria presenta un patrimonio culturale formato da influenze slave, bizantine, ottomane e locali. Le celebrazioni popolari, la musica tradizionale e il ruolo storico della Chiesa ortodossa costituiscono elementi significativi della sua identità. Anche qui, tuttavia, urbanizzazione, mobilità internazionale e cambiamenti generazionali stanno trasformando la società.

    Grecia: l’eredità mediterranea La Grecia rappresenta una componente fondamentale della storia culturale dell’Europa sudorientale. Il patrimonio ellenico, la tradizione ortodossa e la cultura mediterranea hanno contribuito a definire un’identità articolata. La centralità della famiglia, l’importanza della convivialità e le tradizioni comunitarie mostrano somiglianze con altre società balcaniche. Le differenze tra le nuove generazioni

    Oggi le differenze culturali non possono essere comprese soltanto attraverso la nazionalità. Una giovane donna di Tirana può condividere aspirazioni professionali e modelli di vita con una giovane donna di Belgrado, Zagabria o Atene più di quanto non condivida con le generazioni precedenti del proprio Paese. Allo stesso modo, le differenze tra città e campagne, tra condizioni economiche e livelli di istruzione possono risultare più significative delle frontiere nazionali. La trasformazione dei ruoli femminili, il rapporto con il matrimonio, l’autonomia economica e la libertà individuale rappresentano questioni comuni a molte società balcaniche. Non esiste quindi una sola mentalità albanese, serba, croata o greca: esistono società attraversate da cambiamenti e contraddizioni. La contraddizione balcanica I popoli dei Balcani hanno spesso costruito una parte della propria identità sottolineando ciò che li distingue dai vicini. Eppure, attraversando le loro città, incontriamo elementi familiari: tavole imbandite, caffè condivisi, musica popolare, feste religiose, matrimoni tradizionali e un forte attaccamento alla memoria familiare. Molte tradizioni attraversano i confini, assumendo nomi, significati e forme differenti. La storia ha prodotto divisioni profonde, ma ha anche creato secoli di scambi culturali.

    Conclusione: diversi, ma non estranei Il confronto tra i popoli balcanici non dovrebbe servire a stabilire quale cultura sia superiore. Dovrebbe piuttosto aiutarci a comprendere come società vicine abbiano sviluppato identità differenti attraverso esperienze storiche spesso intrecciate. Le differenze linguistiche, religiose e nazionali meritano rispetto. Ma non devono impedirci di riconoscere ciò che accomuna le persone. I Balcani non hanno bisogno di diventare un unico popolo per imparare a riconoscersi. Hanno bisogno di comprendere che la diversità non cancella la storia condivisa.

  • Ragazze albanesi e turche oggi: identità, tradizioni e libertà di scegliere

    — PONTISFERA International Confrontare le ragazze albanesi e quelle turche oggi significa osservare due società in trasformazione. Significa interrogarsi sul rapporto tra famiglia e autonomia, tra appartenenza culturale e libertà individuale. Ma richiede anche una cautela: nessuna nazionalità può descrivere, da sola, il carattere, i desideri o le scelte di una donna. Questo confronto riguarda soprattutto le giovani donne che vivono in Albania e in Turchia. Le esperienze di chi cresce nella diaspora possono essere diverse, perché alle tradizioni familiari si aggiungono le abitudini e le opportunità del Paese in cui vive. Due storie diverse, una pluralità di esperienze Albania e Turchia condividono una parte dell’eredità ottomana, ma hanno attraversato percorsi storici differenti. Anche il rapporto con la religione è stato modellato da esperienze diverse: in Albania dalla repressione religiosa del periodo comunista e dalla successiva riapertura; in Turchia dalla costruzione della laicità repubblicana e dal rapporto, tuttora discusso, tra religione e spazio pubblico. Questa differenza storica aiuta a comprendere i contesti, senza determinare automaticamente la vita di ogni giovane donna. Non sarebbe corretto descrivere tutte le albanesi come poco religiose o tutte le turche come osservanti. La fede può essere una scelta personale, una tradizione familiare, un riferimento culturale oppure un elemento marginale della propria identità. Anche l’abbigliamento racconta soltanto una parte della storia. Il velo non permette di misurare l’autonomia di una donna; allo stesso modo, un abito moderno non dimostra che sia libera dalle pressioni familiari o sociali. La domanda decisiva riguarda la possibilità di scegliere. Famiglia, affetto e aspettative La famiglia può offrire sostegno, sicurezza e continuità culturale. Può anche diventare il luogo in cui si negoziano decisioni importanti: dove studiare, quale lavoro cercare, con chi avere una relazione, se sposarsi e quando. Per confrontare le giovani albanesi e turche, dunque, occorre guardare alle situazioni concrete. Quanto spazio ha una figlia per dissentire? Può trasferirsi per studiare? Può scegliere il proprio compagno? Le responsabilità domestiche sono distribuite anche tra gli uomini? Le risposte possono cambiare tra famiglie della stessa città. Il reddito, l’istruzione, l’ambiente sociale e l’atteggiamento dei genitori possono incidere quanto l’appartenenza nazionale. Parlare di cultura significa considerare anche queste differenze. Studio, lavoro e indipendenza economica Uno degli aspetti più concreti del confronto riguarda l’accesso al lavoro. Le possibilità di guadagnare, costruire una professione e sostenersi economicamente influenzano la libertà di progettare la propria vita. In Albania, le stime della Banca Mondiale per il 2025 indicano una partecipazione alla forza lavoro del 58,6% tra le donne dai quindici anni in su, contro il 70,2% degli uomini. Sono dati riferiti all’intera popolazione adulta di quelle fasce d’età: non descrivono esclusivamente le giovani, ma mostrano che permane una distanza di genere. Per la Turchia, il rapporto economico OCSE del 2025 documenta un aumento della partecipazione femminile al lavoro tra il 2013 e il 2023, segnalando però ostacoli ancora rilevanti. Tra questi figurano le responsabilità di cura e le difficoltà di accesso ai servizi per l’infanzia. Questi elementi suggeriscono una distinzione importante: il desiderio di autonomia va considerato insieme alle condizioni che permettono di realizzarlo. Una giovane può avere ambizioni professionali e incontrare ostacoli economici, familiari o organizzativi. La sua situazione non si spiega semplicemente con la “mentalità” del suo Paese. Relazioni e libertà personale Nelle relazioni affettive, il confronto più utile riguarda lo spazio riconosciuto alle decisioni individuali. Non esiste un unico modo albanese o turco di amare. Ci sono donne che desiderano il matrimonio e altre che preferiscono aspettare. Alcune attribuiscono grande importanza alla condivisione religiosa; altre cercano soprattutto affinità intellettuale, rispetto e compatibilità. Queste scelte non consentono di classificare una persona come più moderna o più tradizionale in ogni aspetto della sua vita. Una donna può amare le proprie tradizioni e chiedere piena autonomia. Può essere credente e indipendente, oppure non credente e vivere in una famiglia molto restrittiva. Le identità reali sono più complesse delle categorie con cui spesso le raccontiamo. Social network: immagini da interpretare Un confronto costruito soltanto attraverso Instagram, TikTok o le serie televisive rischia di confondere la rappresentazione con la vita quotidiana. Una fotografia mostra un momento scelto; non racconta necessariamente il rapporto con la famiglia, le difficoltà economiche o le opportunità disponibili. Per comprendere le giovani donne di oggi servono anche le loro parole: testimonianze sul lavoro, sullo studio, sulle relazioni e sui progetti futuri. Ascoltare esperienze diverse permette di evitare che pochi modelli molto visibili diventino il ritratto di un intero Paese. La differenza da cercare La differenza culturale tra ragazze albanesi e turche non può essere ridotta a una contrapposizione tra libertà e tradizione. È un confronto tra contesti storici, opportunità, aspettative familiari e modi differenti di vivere l’appartenenza. La domanda più feconda, allora, è questa: quali condizioni permettono a una giovane donna di decidere della propria vita? Poter studiare, lavorare, scegliere una relazione o rifiutarla, vivere la fede oppure non riconoscersi in essa: sono possibilità che vanno osservate nella realtà, oltre le apparenze e gli stereotipi. Una cultura si comprende meglio quando si ascoltano le donne che la vivono, comprese quelle che desiderano cambiarla.

    A cura di Andriana Ura

  • La terra che porto dentro
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  • Fondazione Effetto Arte
  • Le gerarchia dell’universo

    Dimensioni: 75×55

    Tecnica: acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: l’universo si manifesta attraverso forze, equilibri e gerarchie invisibili. Le linee dorate rappresentano l’ascesa verso il potere e la conoscenza, mentre il cerchio argento incarna l’unità suprema, il punto in cui ogni forza converge. Il nero custodisce il mistero dell’infinito. Un’opera che interroga il rapporto tra ordine e cosmico, potere ed eternità.

  • Interior Ocean

    I’m happy to share a new moment in my artistic journey. My work “Interior Ocean” will be featured in the contemporary art exhibition at the Artiglio Gallery in Conegliano, from September 23 to 30, 2026, as part of the celebrations for Collodi’s 200th anniversary. “Interior Ocean” explores what lies beneath the surface: emotions, silence, depth, and light. A journey toward that part of ourselves that we often hide, yet holds our essence. Andriana Ura

  • L’innocenza non si incatena

    Dimensioni: 50×70

    Tecnica: Acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: l’innocenza non conosce catene. Anche quando il mondo tenta di imprigionarla, la sua luce rimane intatta. Due mani spezzano i vincoli dell’oppressione, liberando un cuore che nessuna violenza potrà mai possedere.

  • 🎨 È ARRIVATO IL CALENDARIO D’ARTE 2027! Andriana Art Poetry presenta il suo calendario artistico 2027. Dodici mesi, dodici opere originali: un viaggio attraverso colori, geometrie, emozioni e riflessioni. Un calendario da vivere ogni giorno, pensato anche come idea regalo per chi ama l’arte contemporanea. 📅 Edizione 2027 🖼️ Formato A4 🛒 Ora disponibile su LULU! Scopri il calendario e acquista la tua copia qui: 👉 [INSERIRE LINK DIRETTO] Andriana Art Poetry #AndrianaArtPoetry #Calendario2027 #ArteContemporanea #Lulu #ArtCalendar #RegaloArtistico

  • L’ultima catena

    Dimensioni: 50×70

    Tecnica: acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: l’ultima catena non è quella che  inprigiona il corpo, ma quella che trattiene l’anima. Quando si spezza, non resta alla sconfitta: resta la libertà di amare, scegliere e ricominciare.

  • Grazie Alessandra
  • La matrice dell’universo

    Un’opera che esplora l’ordine nascosto dell’esistenza. Le forme geometriche e i tre cerchi Bianchi evocano forse primarie in dialogo tra loro, mentre il triangolo argentato introduce una tensione tra struttura, equilibrio e trasformazione.

    Una visione simbolica dell’universo come sistema invisibile di connessione, energia e coscienza.

    Dimensioni: 75×55

    Tecnica :acrilico su Tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

  • L’essenza inviolabile

    Dimensioni:60×100

    Tecnica: Acrilico e gesso su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Due anime, due essenze che custodiscono la propria luce anche quando il mondo tenta di dividerle.

    Il cuore è dorato, protetto dall’argento, rappresenta la purezza di un legame che resiste alle pressioni esterne.

    I raggi che si espandono simboleggiano la forza interiore che nessun oscurità può spegnere.

    Perché ciò che è autentico può essere messo alla prova, ma non privato della propria essenza.

  • Esplorare le radici invisibili Analisi del Manuale di Costellazioni Familiari Individuali di Marco Moretti e Daniela Poggioli Nel panorama della crescita personale e dell’approccio sistemico, il Manuale di Costellazioni Familiari Individuali, pubblicato da Alpes Italia nella collana Minima-Psy, propone una riflessione sulle dinamiche familiari e transgenerazionali, mostrando come il lavoro delle costellazioni possa essere affrontato anche in un contesto individuale.

    1. Dalle origini al setting individuale Le costellazioni familiari si sono sviluppate principalmente come pratica di gruppo, nella quale alcuni partecipanti assumono simbolicamente il ruolo di membri della famiglia o di elementi significativi della storia personale del cliente. Non sempre, tuttavia, è possibile o desiderabile lavorare all’interno di un gruppo. Il manuale di Marco Moretti e Daniela Poggioli approfondisce quindi il lavoro individuale, basato sulla relazione diretta tra professionista e cliente. Nel setting uno a uno possono essere utilizzati diversi supporti simbolici, come oggetti, fogli, posizioni nello spazio e altri strumenti rappresentativi. Questi elementi permettono alla persona di osservare da una prospettiva differente le proprie relazioni, i legami familiari e le dinamiche che possono avere lasciato una traccia nella propria esperienza.

    2. Dinamiche sistemiche e legami invisibili Uno dei temi centrali del volume riguarda l’individuo come parte di un sistema familiare più ampio. La storia personale, infatti, non viene osservata come qualcosa di completamente separato dalle generazioni precedenti. Il manuale invita a esplorare il modo in cui eventi familiari significativi — come lutti, esclusioni, conflitti, ingiustizie o traumi non elaborati — possano continuare ad avere un peso nella percezione del presente. Da questa prospettiva nasce il concetto di lealtà familiari invisibili: legami profondi attraverso i quali una persona può ritrovarsi a ripetere comportamenti, difficoltà o schemi appartenenti alla propria storia familiare. Il valore del lavoro sistemico consiste quindi anche nella possibilità di portare alla consapevolezza ciò che, fino a quel momento, è rimasto nascosto o difficile da riconoscere.

    3. L’ordine dell’amore e la riconciliazione interiore La pratica descritta nel manuale non si limita all’analisi razionale delle difficoltà personali. Il percorso invita la persona a osservare la propria posizione all’interno del sistema familiare e a riconoscere il posto degli altri membri della famiglia, restituendo simbolicamente a ciascuno la propria storia e la propria dignità. La riconciliazione, in questa prospettiva, non significa necessariamente giustificare ciò che è accaduto, né cancellare il dolore. Significa piuttosto riconoscere il passato senza permettere che continui a determinare interamente il presente. Quando una persona riesce a distinguere ciò che appartiene alla propria vita da ciò che appartiene alla storia delle generazioni precedenti, può aprirsi uno spazio nuovo di autonomia personale.

    Guardare le radici per comprendere il presente Uno degli aspetti più interessanti del lavoro sistemico è proprio questo: ricordare che dietro ogni individuo esiste una storia più grande. Famiglie, relazioni, separazioni, silenzi e avvenimenti del passato possono lasciare tracce profonde. Esplorare queste radici non significa vivere prigionieri del passato. Al contrario, può rappresentare un modo per comprenderlo, riconoscerlo e scegliere con maggiore consapevolezza come vivere il proprio presente. A chi è consigliato? Il manuale si rivolge agli operatori della relazione d’aiuto, agli psicologi e ai counselor interessati ad approfondire strumenti sistemici applicabili al lavoro individuale. Può rappresentare inoltre una lettura interessante per chi desidera conoscere più da vicino il tema delle dinamiche familiari e delle radici transgenerazionali, affrontandolo come occasione di riflessione e crescita personale. Documento informativo basato sul «Manuale di Costellazioni Familiari Individuali» di Marco Moretti e Daniela Poggioli, Alpes Italia. A cura di Andriana Art Poetry

  • Dominio incrociato

    Dimensioni: 70×90

    Tecnica: Acrilico & gesso su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: Due forze mondiali si affrontano per il potere.

    Una domina perché trae vantaggio da entrambi i lati, mentre l’altra resta fredda, distante e immobile.

  • La povertà rende spesso una persona “straniera”; la ricchezza, invece, sembra cancellare confini e differenze. Ma uno Stato serio non può misurare il rispetto sulla base del conto in banca. Quando qualcuno entra in Albania, o più in generale nei Balcani, entra nel territorio di un altro Paese e deve presentarsi semplicemente per ciò che è: un cittadino straniero soggetto alle stesse regole, agli stessi controlli e allo stesso rispetto richiesto a chiunque altro. Essere italiano, tedesco, francese, americano o appartenere a qualsiasi altra nazionalità non attribuisce privilegi speciali. E ancora meno dovrebbe attribuirli la ricchezza. La dignità di un Paese comincia proprio da qui: nessun complesso di inferiorità davanti al passaporto altrui e nessuna corsia preferenziale davanti al patrimonio economico. Chi entra a casa nostra è benvenuto, ma entra da ospite e nel rispetto delle nostre leggi, delle nostre istituzioni e della nostra sovranità. La reciprocità deve essere semplice: lo stesso rispetto che viene richiesto ai cittadini balcanici quando attraversano una frontiera europea deve essere riconosciuto anche quando quella frontiera viene attraversata nella direzione opposta.

  • Kryengritja e Madhe Ilire: cosa contiene il libro Kryengritja e Madhe Ilire, di Jason Abdalle, è un’opera di saggistica storica, antichità e storia militare dedicata alla grande insurrezione illirica contro Roma tra il 6 e il 9 d.C., ricordata nella storiografia classica come Bellum Batonianum. Il libro porta il lettore nel cuore dei Balcani antichi e ricostruisce uno dei conflitti più importanti e meno conosciuti dell’epoca romana. Non racconta soltanto una guerra, ma analizza le cause profonde della ribellione, il rapporto tra le popolazioni locali e il potere imperiale, e il modo in cui Roma reagì a una crisi che minacciava seriamente la sua stabilità. Uno dei primi temi affrontati riguarda le radici della ribellione. Il volume esamina il malcontento provocato dalle pesanti imposizioni fiscali romane, dal reclutamento forzato di truppe ausiliarie e dalla progressiva perdita di autonomia delle popolazioni dalmate e pannoniche. Un altro punto centrale è la dimensione della minaccia per Roma. Il libro ricorda come questa rivolta fosse considerata di enorme gravità e come costrinse l’Impero a mobilitare legioni e comandanti di primo piano, tra cui il futuro imperatore Tiberio. Grande spazio viene dedicato anche alle strategie e alle tattiche militari. Il volume ricostruisce le campagne sul terreno, il modo in cui i ribelli sfruttarono la difficile geografia balcanica e la dura risposta militare dell’Impero romano. Ma il libro vuole andare oltre la semplice ricostruzione militare. Il suo messaggio è racchiuso anche nella frase: “Ata që lexojnë historinë kuptojnë më mirë të tashmen.” Coloro che leggono la storia comprendono meglio il presente. Studiare questa rivolta significa quindi anche comprendere meglio le radici storiche dei Balcani, il rapporto tra le popolazioni della regione e i grandi centri di potere europei, e il modo in cui conflitti, dominazioni e resistenze del passato continuano a lasciare tracce nella memoria collettiva. Kryengritja e Madhe Ilire restituisce così attenzione a una guerra spesso dimenticata e a popolazioni che ebbero un ruolo decisivo nella storia antica dei Balcani. Non è soltanto la storia di una ribellione contro Roma. È la storia di un territorio, di una resistenza e di un rapporto con il potere che continua ancora oggi a interrogare il presente.