Andriana Art Poetry

Arte & Scrittura

Mi sono svegliata con la sensazione che fosse successo qualcosa. Non qualcosa di grave. Non qualcosa di bello. Qualcosa. E naturalmente non ricordo niente. So solo che, da qualche parte, nella notte, il mio cervello ha messo in scena un’intera produzione: personaggi, svolte narrative, probabilmente traumi irrisolti, magari una comparsa inutile con la faccia di qualcuno che non vedo dal 2014. Tutto molto intenso. Tutto molto simbolico. Poi mi sono svegliata. Sipario. Archivio cancellato. E adesso sono qui, con questa nebbia mentale da stazione ferroviaria alle sei del mattino, in cui so che dovrei avere dei pensieri, ma li vedo passare in lontananza senza riuscire a leggere la destinazione. C’è qualcosa dietro. Lo sento. Un’idea? Un ricordo? Una frase importantissima che avrebbe finalmente spiegato chi sono e cosa voglio dalla vita? Boh. Persa. Probabilmente insieme alle password che ero sicura di ricordare e alle ragioni per cui entro in una stanza. La cosa affascinante della nebbia mentale è che non è silenzio. Magari. È più come avere cinquanta persone che parlano contemporaneamente dietro una porta chiusa. Non capisci una parola, però ti stanchi lo stesso. E allora rimango qui, sospesa tra il sonno e la necessità sociale di diventare una persona funzionante. Prima o poi la nebbia si alzerà. Credo. Nel frattempo, se qualcuno mi chiede cosa sto pensando, la risposta ufficiale è: non lo so. Ma sicuramente era interessantissimo.

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