Andriana Art Poetry

Arte & Scrittura

  • Dimensioni: 60×80

    Anno:2026

    Tecnica: tecnica mista batterica su tela (pasta modellante, schiuma poliuretanica espansa, acrilico)

    Descrizione: attraversano lo spazio come percorsi interiori, sospese tra controllo e abbandono. La materia prende il corpo attraverso rilievi che guidano lo sguardo, creando una geografia emotiva dove ogni direzione è una scelta e ogni movimento sfiora il destino.

    Opera data in Donazione

  • Dimensioni: 50×50

    Tecnica: acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: un attraversamento, una tensione, una linea che divide ma allo stesso tempo unisce. In questa composizione fluida, il colore non si limita a esistere: prende posizione. Il rosso incide lo spazio come una traccia inevitabile, mentre le tonalità neutre cercano un equilibrio che non è mai definitivo. L’opera invita a riflettere su ciò che separa e ciò che avvicina: ogni confine non è solo un limite, ma una decisione, consapevole o invisibile.

  • Dimensioni:50×50

    Tecnica: Acrilico su tela

    Anno:2026

    Andriana Ura

    Descrizione: un’esplosione concentrica di blu profondo che sfumano verso un cuore di luce eterea. L’opera cattura l’essenza del movimento fluido e della calma rigenerante, creando un punto focale di pura energia cromatica. La texture vibrante è la profondità delle sfumature cobalto invitano L’Osservatore a un momento di introspezione silenziosa.

    Venduto su commissione

  • Acrilico su tela

    2026

    60×80

    Andriana Ura

    Il tempo scorre senza chiedere permesso. Le figure si muovono, Ma restano sole nel proprio percorso. Nessun segnale, nessun avviso: sono il passaggio silenzioso della vita.

    “Il tempo a non avvisa”

    La mia opera verrà esposta a Torino, all’interno della Lectio Magistralis dell’Arte,a cura di Enzo Nasillo.

    Il vero evento che trasforma la mostra in esperienza viva,dove le opere iniziano a parlare davvero.

    Il mio lavoro nasce da una riflessione sul tempo: scorre senza chiedere il permesso.

    Parco Le Serre -Grugliasco

    18 aprile – ore 17.30

  • Quando vedo Belgrado

    non guardo una città,

    mi riconosco.

    È come se qualcosa dentro di me 

    si accendesse senza chiedere permesso, come una luce che conosce la strada

    anche nel buio.

    Le strade non sono solo pietra,

    sono passi che ho lasciato,

    voci che mi hanno attraversata,

    silenzi che ancora mi parlano.

    Belgrado non mi chiede chi sono,

    lo sa già.

    E io, ogni volta che la guardo,

    non devo spiegarmi,

    non devo dimostrare niente.

    Mi basta sentire 

    quel battito antico

    che mi attraversa il petto

    e mi dice:

    sei ancora qui.

  • Oggi condivido un riconoscimento che segna un passaggio importante nel mio percorso artistico. Sono stata selezionata come Finalista all’Artavita International art contest 2026, una piattaforma internazionale che riunisce artisti contemporanei da tutto il mondo. Un risultato che nasce da un lavoro costante, costruito nel tempo, tra materia, intuizione e ricerca personale.

    La mia arte non segue una forma unica. Si muove tra equilibrio e tensione, tra struttura e libertà, cercando ogni volta un linguaggio autentico. Essere finalista in un contesto internazionale significa portare questa visione oltre i confini, confrontarsi con uno spazio più ampio e continuare a crescere.

    Non è un traguardo.

    È una conferma.

    Continuo a creare, con la stessa esigenza che mi guida fin dall’inizio: trasformare ciò che sento in qualcosa che può essere visto, percepito, vissuto.

  • Oggi è arrivata una notizia che accolgo con beatitudine e consapevolezza del percorso fatto. Sono stata selezionata come Poeta Finalista alla XVII Edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Federiciano 2025”, organizzato da Aletti Editore, una delle realtà più attive nel panorama letterario italiano.

    Un riconoscimento che non rappresenta un punto di arrivo, ma una conferma: la parola, quando nasce autenticità, trova sempre il suo spazio.

    Scrivere, per me, non è mai stato un esercizio estetico. È un atto necessario. Un modo per dare voce a ciò che spesso rimane invisibile, non detto, sospeso tra memoria e identità.

    Essere finalista in un contesto internazionale significa portare quella voce oltre il privato, oltre il silenzio iniziale da qui ogni poesia prende forma.

    Questo risultato si inserisce in un percorso più ampio, fatto di ricerca, radice e trasformazione. Un camino che continua, con la stessa intensità con cui è iniziato.

    Grazie a chi legge, a chi riconosce e a chi, in qualche modo, si ritrova nelle parole.

    La poesia non è mai solo di chi la scrive.

  • I am pleased to share my participation in the Arte Laguna Prize 2026. My work has been submitted within an international context that connects artists, spaces, and visions across different countries. Between Italy and China, this journey becomes not only an artistic path, but a reflection on identity, direction, and transformation. Each step is part of something that is still unfolding. — Andriana Ura Andriana Art Poetry

  • Sono lieta di condividere la mia partecipazione all’Arte Laguna Prize 2026. La mia opera è stata presentata in un contesto internazionale che unisce artisti, spazi e visioni tra paesi diversi. Tra Italia e Cina, questo percorso diventa non solo un viaggio artistico, ma una riflessione su identità, direzione e trasformazione. Ogni passo fa parte di qualcosa che è ancora in divenire. — Andriana Ura Andriana Art Poetry

  • Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che si attraversano. Tra cielo e memoria non è solo un titolo, ma una direzione. Un punto sospeso tra ciò che siamo stati è ciò che stiamo diventando.

    Volume 1 – Le credenze che hanno plasmato l’anima del mondo.

    Il primo volume è un viaggio dentro le fondamenta invisibili della nostra esistenza. Non si limita a raccontare religioni o tradizioni, ma entra nel cuore delle domande che l’umanità si porta dietro da sempre:

    Chi siamo davvero?

    Quanto di ciò che crediamo è nostro e quanto ci è stato insegnato?

    Esiste una verità unica o tante verità che convivono?

    Attraverso simboli, spiritualità e riflessioni profonde, il libro accompagna il lettore in un percorso che mette in discussione le certezze, senza distruggerle… Ma trasformandole.

    Non è un libro che ti dice cosa pensare. È un libro che ti costringe a pensare.

    Volume 2 – Viaggio nella coscienza, nel tempo e nelle credenze invisibili.

    Il secondo volume è più intimo, più profondo, più personale. Qui il viaggio non è più solo nel mondo… ma dentro se stessi. Il tempo, la memoria, le esperienze vissute diventano strumenti per comprendere ciò che spesso ignoriamo:

    Le nostre scelte sono davvero libere?

    Quanto il passato influenza il presente?

    E cosa significa davvero “coscienza”?

    È un percorso che attraversa dimensioni interiori, dov’è il confine tra realtà e percezione si fa sottile. Un invito a guardarsi dentro senza filtri, senza paura, senza bisogno di approvazione.

    2 libri, un unico filo

    Entrambi i volumi sono legati da una stessa ricerca: la verità.

    Non quella imposta, non quella comoda, ma quella che ognuno deve avere il coraggio di cercare da solo. Sono libri per chi non si accontenta della superficie. Per chi sente che c’è qualcosa di più. Per chi è pronto a mettere in discussione tutto… anche se stesso.

    I libri “Tra cielo e memoria”(volume 1 e volume 2 ) sono disponibili su Amazon.

    Chi è pronto a iniziare questo viaggio… sa gia dove cercare.

  • Ci sono momenti in cui l’arte non si limita a essere osservata.

    Diventa presenza.

    Diventa scelta.

    Sono stata selezionata per la sezione narrativa con il testo”Invisibile solo agli occhi distratti”, all’interno di un contesto artistico che ha riunito visioni, linguaggi e sensibilità diverse.

    Un titolo che nasce da una riflessione semplice ma necessaria: Non tutto ciò che esiste viene realmente visto.

    Viviamo in un tempo in cui tutto è esposto, condiviso, mostrato. Eppure, ciò che richiede attenzione profonda spesso resta ai margini.

    “Invisibile”non è ciò che manca. È ciò che non viene riconosciuto.

    La mia scrittura si muove proprio in questo spazio: tra ciò che appare e ciò che resta in silenzio.

    Il dialogo tra narrativa e Opera.

    Questa visione non si è fermata alla parola. Durante la cerimonia, ho scelto di donare una mia opera. Un gesto che non è stato casuale, ma coerente con il mio percorso. L’opera Donata rappresenta un continuità naturale con il testo presentato. Entrambe nascono dallo stesso sguardo: osservare ciò che gli altri attraversano senza soffermarsi.

    Forme, materie e silenzio si intrecciano per restituire una presenza che non chiede attenzione, ma esiste comunque.

    L’arte come responsabilità

    Partecipare a un evento Non significa solo esserci. Significa portare una visione. E a volte, significa anche lasciare qualcosa. La donazione dell’Opera è stata una scelta consapevole. Un modo per trasformare la presenza in traccia. Perché l’arte non è solo espressione personale. È anche relazione, responsabilità, continuità.

    Desidero inoltre esprimere un sincero ringraziamento a Enzo Nasillo per l’opportunità di partecipare a questo evento. La sua visione e il suo impegno nel creare spazi di incontro tra artisti e linguaggi diversi rappresentano un valore concreto nel panorama contemporaneo.

    “Invisibile solo agli occhi distratti”non è solo un titolo. È una direzione. Un invito a rallentare lo sguardo, a riconoscere ciò che esiste oltre la superficie. Perché ciò che non viene visto non smette di esistere. Semplicemente, attende uno sguardo più attento.

  • Acrilico su tela

    60×80

    2026

    Andriana Ura Joksimovic

    Figure di età diverse si muovono attorno a un tempo immobile.

    Dall’infanzia all’età adulta, il passaggio avviene senza consapevolezza.

    Il tempo non si annuncia, non rallenta, non aspetto.

    Semplicemente accade.

  • Viviamo in un tempo in cui il potere non si presenta più come imposizione evidente. Non urla. Non si impone con forza. Si trasforma.

    Diventa estetica.

    Diventa ordine.

    Diventa qualcosa di apparentemente naturale.

    “Fioritura di potere”nasce da questa osservazione.

    A prima vista, l’opera mostra elementi familiari: fiori, colori, armonia visiva. Ma non è una natura libera. Non è una crescita spontanea.

    È una fioritura organizzata.

    I gruppi sono separati. I colori non sono casuali: oro, argento, rosso, rosa. Non convivono davvero. Coesistono.

    E questa è la prima verità scomoda. Il potere non ha sempre bisogno di distruggere. Spesso preferisce dividere, ordinare, assegnare ruoli. E quando riesce a farlo bene, in maschera da bellezza. L’oro domina. L’argento si adatta. Il rosso resiste. Il rosa conserva ciò che resta umano.

    Non è solo una scelta estetica. Se una lettura della realtà.

    Viviamo dentro sistemi che ci classificano continuamente: per origine, per ruolo, per funzione, per percezione.

    È più questi sistemi diventano raffinati, più sembrano naturali. Il problema è proprio questo: quando il controllo è elegante, non viene riconosciuto. Diventa normalità. Diventa paesaggio. Diventa qualcosa che smettiamo di mettere in discussione. Quest’opera non accusa. Non grida. Non forza una risposta.

    Osserva.

    E lascia una domanda aperta: quanto di ciò che vediamo come armonia e in realtà il risultato di un ordine imposta?

    E ancora:

    Quanto spazio abbiamo davvero per crescere fuori da quella struttura?

    Perché l’aveva libertà non è fiorire. È scegliere come farlo. E forse, oggi più che mai, il gesso più radicale non è adattarsi, ma riconoscere il disegno in cui siamo inseriti.

    E decidere se restarci.

  • Selezionata per la mostra d’arte internazionale”Vision and Wines”-Ravenna Art Gallery

    Esposizione fisica e digital exhibition

    Un nuovo spazio dove la materia incontra visione e identità.

  • Essere selezionata alla Biennale”Dentro il rosso”-Napoli non è solo un traguardo artistico.

    È un passaggio simbolico.

    “il rosso che non ho ereditato”nasce da una domanda semplice e scomoda: quanto di ciò che siamo ci appartiene davvero, e quanto invece ci viene imposto?

  • Acrilico su tela

    30×40

    2026

    Andriana Ura

    Un cavallo corre sulla terra mentre due aquile dominano il cielo. Rafforza istintiva e libertà dello spirito nasce un dialogo tra terra e aria. Dove nasce la libertà rappresenta il punto invisibile in cui l’essere umano sente il richiamo della libertà.

  • Il lavoro domestico rappresenta un settore fondamentale per il funzionamento del tessuto sociale Italiano. Assicura assistenza continua a persone anziane e non autosufficienti, spesso supplendo a carenze del sistema pubblico. Tuttavia, proprio per la natura privata e non visibile di questo lavoro, emergono criticità che meritano attenzione e approfondimento.

    Disallineamento tra contratto e lavoro effettivo .

    In diverse situazioni di riscontra un discrepanza tra quanto formalmente dichiarato e quanto realmente svolto. Tra le principali dinamiche osservate:-inquadramenti contrattuali non coerenti con le mansioni effettive-assistenza a persone non autosufficienti senza adeguato riconoscimento contrattuale-ore lavorative dichiarate inferiori rispetto a quelle  effettivamente svolte tali elementi, se confermati, configura una situazione che necessitano verifica.

    Frase successiva all’ingresso: area critica

    A seguito di procedure di ingresso regolare, si evidenziano criticità nella fase successiva:-ritardi o mancata attivazione dei rapporti di lavoro-difformità tra condizioni promesse e condizioni reali-difficoltà nel completamento del percorso di regolazione questa fase appare particolarmente delicata e meritevole di attenzione.

    Contesto operativo: lavoro in ambiente privato

    Il lavoro domestico si svolge all’interno di abitazioni private, elemento che comporta:-limitata possibilità di monitoraggio diretto-assenza di testimoni o contesti collettivi-Maggiore esposizione a situazioni non immediatamente verificabili queste caratteristiche rendono il settore più vulnerabile rispetto ad altri ambiti lavorativi.

    Tutela reciproca e necessità di trasparenza

    Il corretto funzionamento del rapporto di lavoro domestico richiede tutela per entrambe le parti:-protezione della persona assistita-tutela della lavoratrice o del lavoratore in tale contesto risultano fondamentali:-chiarezza contrattuale-coerenza tra mansioni e inquadramento-corretta dichiarazione delle ore lavorate-tracciabilità dei rapporti.

    In sintesi

    Il lavoro domestico non rappresenta un problema, ma una risorsa essenziale. Proprio per questo, appare necessario:-garantire Maggiore trasparenza-favorire la corretta applicazione delle normative-prestare attenzione alle dinamiche che emergono nella plastica quotidiana. Una lettura attenta e non ideologica di queste situazioni può contribuire a migliorare il settore, tutelando sia chi lavora sia Chi riceve l’assistenza.

  • Acrilico su tela

    20×20

    2026

    Andriana Ura

    Una madre che accoglie il proprio bambino tra le braccia, racchiusa in un cuore di forme vegetali. L’oro illumina la scena come simbolo di amore, protezione e sacralità della vita. Cuore di madre rappresenta il legame più profondo e universale: quello tra madre e figlio.

  • C’è un momento, nel percorso di un artista, in cui il lavoro silenzioso comincia a trovare spazio anche fuori da sé.

    La mia opera è stata inclusa nella comunicazione editoriale dell’Arte Laguna Prize, uno dei contesti internazionali più importanti e dedicati all’arte contemporanea.

    Non è solo una notizia. È un passaggio.

    Un segnale che il linguaggio che porto avanti-fatto di materia, contrasti e identità-riesce a entrare in  dialogo con uno sguardo più ampio.

    L’opera presentata”Due mondi,una verità”, nasce da una riflessione profonda: la distanza tra ciò che mostriamo e ciò che siamo realmente.

    Viviamo in una società che costruisce immagini veloci, immediate, spesso superficiali. Ma solo quella superficie esiste sempre un secondo livello-più fragile, più vero,piu umano.

    È lì che scelgo di lavorare.

    Attraverso la materia, attraverso il segno, attraverso la tensione tra luce e ombra, cerco di raccontare quel confine invisibile che ognuno di noi porta dentro.

    Essere incluse in questo contesto non rappresenta un punto di arrivo. Rappresenta piuttosto una conferma: continuare su questa direzione ha senso.

    Perché l’arte, quando è autentica, non deve spiegare.

    Deve restare.

    E lasciare qualcosa.

  • Nel panorama dell’arte contemporanea, dove spesso il messaggio si perde nella complessità, emergono opere capaci di comunicare con forza attraverso l’essenziale.

    È il caso di”Due mondi,una verità”, un lavoro, recentemente selezionato per una mostra internazionale con partecipazione sia fisica che digitale.

    L’opera si muove tra due poli visivi distinti: argento e l’oro, il chiaro e lo scuro, la forma e il vuoto. Due mondi che non si oppongono, ma dialogano. Due realtà che esistono contemporaneamente, senza annullarsi.

    Questa ricerca sulla dualità non è solo estetica, ma profondamente concettuale. In un’epoca in cui tutto tende a essere diviso-opinioni, identità, visioni-ho cercato di proporre una lettura diversa: la verità non è mai unica, ma nasce dall’incontro tra più prospettive.

    La composizione, essenziale ma potente, guida lo sguardo verso un punto centrale di tensione. Non è una linea che separa, ma uno spazio che connette. È lì che si crea il significato: nel passaggio, nella relazione, nell’equilibrio fragile tra ciò che vediamo e ciò che siamo.

    La materia stessa diventa linguaggio. Le texture, i rilievi, la presenza dell’oro e dell’argento non sono elementi decorativi, ma simboli di trasformazione. Ogni superficie racconta un cambiamento, ogni contrasto suggerisce un’evoluzione.

    Dopo la partecipazione per un concorso internazionale, l’opera parteciperà anche alla scena artistica di Ravenna, città storicamente legata al dialogo tra materia e luce, tra arte spiritualità. Una scelta coerente, quasi naturale, per un lavoro che si fonda proprio sull’incontro tra dimensioni diverse.

    “Due mondi, una verità”non impone una risposta, ma pone una domanda: quanto di ciò che vediamo è reale, e quanto è solo una delle possibili versioni della realtà?

    In questo spazio di dubbio è riflessione si inserisce la mia ricerca artistica, che attraverso forme essenziali e materiali forti costruiscono un linguaggio diretto, accessibile, ma allo stesso tempo profondo.

    Un’opera che non chiede di essere spiegata, ma vissuta.

  • Acrilico su tela

    30×40

    2026

    Andriana Ura

    Due vortici concentrici costruiti attraverso punti che si espandono nello spazio. L’oro rappresenta la luce e l’energia Vitale, mentre l’argento richiama alla riflessione il silenzio. Insieme creano un dialogo tra materia e universo, come un movimento cosmico che nasce dal centro e si diffonde all’infinito.