Artista visiva e scrittriceoriginaria dei Balcani ,laureata e con formazione multidisciplinare,vincitrice di premi e riconoscimenti in ambito artistico e culturale.
La mia ricerca esplora identita,memoria e dimensione umana attraverso pittura materica e parola.
Arte come linguaggio ,testimonianza e ricerca di verita.
Viviamo in un tempo in cui il potere non si presenta più come imposizione evidente. Non urla. Non si impone con forza. Si trasforma.
Diventa estetica.
Diventa ordine.
Diventa qualcosa di apparentemente naturale.
“Fioritura di potere”nasce da questa osservazione.
A prima vista, l’opera mostra elementi familiari: fiori, colori, armonia visiva. Ma non è una natura libera. Non è una crescita spontanea.
È una fioritura organizzata.
I gruppi sono separati. I colori non sono casuali: oro, argento, rosso, rosa. Non convivono davvero. Coesistono.
E questa è la prima verità scomoda. Il potere non ha sempre bisogno di distruggere. Spesso preferisce dividere, ordinare, assegnare ruoli. E quando riesce a farlo bene, in maschera da bellezza. L’oro domina. L’argento si adatta. Il rosso resiste. Il rosa conserva ciò che resta umano.
Non è solo una scelta estetica. Se una lettura della realtà.
Viviamo dentro sistemi che ci classificano continuamente: per origine, per ruolo, per funzione, per percezione.
È più questi sistemi diventano raffinati, più sembrano naturali. Il problema è proprio questo: quando il controllo è elegante, non viene riconosciuto. Diventa normalità. Diventa paesaggio. Diventa qualcosa che smettiamo di mettere in discussione. Quest’opera non accusa. Non grida. Non forza una risposta.
Osserva.
E lascia una domanda aperta: quanto di ciò che vediamo come armonia e in realtà il risultato di un ordine imposta?
E ancora:
Quanto spazio abbiamo davvero per crescere fuori da quella struttura?
Perché l’aveva libertà non è fiorire. È scegliere come farlo. E forse, oggi più che mai, il gesso più radicale non è adattarsi, ma riconoscere il disegno in cui siamo inseriti.
Essere selezionata alla Biennale”Dentro il rosso”-Napoli non è solo un traguardo artistico.
È un passaggio simbolico.
“il rosso che non ho ereditato”nasce da una domanda semplice e scomoda: quanto di ciò che siamo ci appartiene davvero, e quanto invece ci viene imposto?
Un cavallo corre sulla terra mentre due aquile dominano il cielo. Rafforza istintiva e libertà dello spirito nasce un dialogo tra terra e aria. Dove nasce la libertà rappresenta il punto invisibile in cui l’essere umano sente il richiamo della libertà.
Il lavoro domestico rappresenta un settore fondamentale per il funzionamento del tessuto sociale Italiano. Assicura assistenza continua a persone anziane e non autosufficienti, spesso supplendo a carenze del sistema pubblico. Tuttavia, proprio per la natura privata e non visibile di questo lavoro, emergono criticità che meritano attenzione e approfondimento.
Disallineamento tra contratto e lavoro effettivo .
In diverse situazioni di riscontra un discrepanza tra quanto formalmente dichiarato e quanto realmente svolto. Tra le principali dinamiche osservate:-inquadramenti contrattuali non coerenti con le mansioni effettive-assistenza a persone non autosufficienti senza adeguato riconoscimento contrattuale-ore lavorative dichiarate inferiori rispetto a quelle effettivamente svolte tali elementi, se confermati, configura una situazione che necessitano verifica.
Frase successiva all’ingresso: area critica
A seguito di procedure di ingresso regolare, si evidenziano criticità nella fase successiva:-ritardi o mancata attivazione dei rapporti di lavoro-difformità tra condizioni promesse e condizioni reali-difficoltà nel completamento del percorso di regolazione questa fase appare particolarmente delicata e meritevole di attenzione.
Contesto operativo: lavoro in ambiente privato
Il lavoro domestico si svolge all’interno di abitazioni private, elemento che comporta:-limitata possibilità di monitoraggio diretto-assenza di testimoni o contesti collettivi-Maggiore esposizione a situazioni non immediatamente verificabili queste caratteristiche rendono il settore più vulnerabile rispetto ad altri ambiti lavorativi.
Tutela reciproca e necessità di trasparenza
Il corretto funzionamento del rapporto di lavoro domestico richiede tutela per entrambe le parti:-protezione della persona assistita-tutela della lavoratrice o del lavoratore in tale contesto risultano fondamentali:-chiarezza contrattuale-coerenza tra mansioni e inquadramento-corretta dichiarazione delle ore lavorate-tracciabilità dei rapporti.
In sintesi
Il lavoro domestico non rappresenta un problema, ma una risorsa essenziale. Proprio per questo, appare necessario:-garantire Maggiore trasparenza-favorire la corretta applicazione delle normative-prestare attenzione alle dinamiche che emergono nella plastica quotidiana. Una lettura attenta e non ideologica di queste situazioni può contribuire a migliorare il settore, tutelando sia chi lavora sia Chi riceve l’assistenza.
Una madre che accoglie il proprio bambino tra le braccia, racchiusa in un cuore di forme vegetali. L’oro illumina la scena come simbolo di amore, protezione e sacralità della vita. Cuore di madre rappresenta il legame più profondo e universale: quello tra madre e figlio.
C’è un momento, nel percorso di un artista, in cui il lavoro silenzioso comincia a trovare spazio anche fuori da sé.
La mia opera è stata inclusa nella comunicazione editoriale dell’Arte Laguna Prize, uno dei contesti internazionali più importanti e dedicati all’arte contemporanea.
Non è solo una notizia. È un passaggio.
Un segnale che il linguaggio che porto avanti-fatto di materia, contrasti e identità-riesce a entrare in dialogo con uno sguardo più ampio.
L’opera presentata”Due mondi,una verità”, nasce da una riflessione profonda: la distanza tra ciò che mostriamo e ciò che siamo realmente.
Viviamo in una società che costruisce immagini veloci, immediate, spesso superficiali. Ma solo quella superficie esiste sempre un secondo livello-più fragile, più vero,piu umano.
È lì che scelgo di lavorare.
Attraverso la materia, attraverso il segno, attraverso la tensione tra luce e ombra, cerco di raccontare quel confine invisibile che ognuno di noi porta dentro.
Essere incluse in questo contesto non rappresenta un punto di arrivo. Rappresenta piuttosto una conferma: continuare su questa direzione ha senso.
Perché l’arte, quando è autentica, non deve spiegare.
Nel panorama dell’arte contemporanea, dove spesso il messaggio si perde nella complessità, emergono opere capaci di comunicare con forza attraverso l’essenziale.
È il caso di”Due mondi,una verità”, un lavoro, recentemente selezionato per una mostra internazionale con partecipazione sia fisica che digitale.
L’opera si muove tra due poli visivi distinti: argento e l’oro, il chiaro e lo scuro, la forma e il vuoto. Due mondi che non si oppongono, ma dialogano. Due realtà che esistono contemporaneamente, senza annullarsi.
Questa ricerca sulla dualità non è solo estetica, ma profondamente concettuale. In un’epoca in cui tutto tende a essere diviso-opinioni, identità, visioni-ho cercato di proporre una lettura diversa: la verità non è mai unica, ma nasce dall’incontro tra più prospettive.
La composizione, essenziale ma potente, guida lo sguardo verso un punto centrale di tensione. Non è una linea che separa, ma uno spazio che connette. È lì che si crea il significato: nel passaggio, nella relazione, nell’equilibrio fragile tra ciò che vediamo e ciò che siamo.
La materia stessa diventa linguaggio. Le texture, i rilievi, la presenza dell’oro e dell’argento non sono elementi decorativi, ma simboli di trasformazione. Ogni superficie racconta un cambiamento, ogni contrasto suggerisce un’evoluzione.
Dopo la partecipazione per un concorso internazionale, l’opera parteciperà anche alla scena artistica di Ravenna, città storicamente legata al dialogo tra materia e luce, tra arte spiritualità. Una scelta coerente, quasi naturale, per un lavoro che si fonda proprio sull’incontro tra dimensioni diverse.
“Due mondi, una verità”non impone una risposta, ma pone una domanda: quanto di ciò che vediamo è reale, e quanto è solo una delle possibili versioni della realtà?
In questo spazio di dubbio è riflessione si inserisce la mia ricerca artistica, che attraverso forme essenziali e materiali forti costruiscono un linguaggio diretto, accessibile, ma allo stesso tempo profondo.
Un’opera che non chiede di essere spiegata, ma vissuta.
Due vortici concentrici costruiti attraverso punti che si espandono nello spazio. L’oro rappresenta la luce e l’energia Vitale, mentre l’argento richiama alla riflessione il silenzio. Insieme creano un dialogo tra materia e universo, come un movimento cosmico che nasce dal centro e si diffonde all’infinito.
Un movimento luminoso attraversa il blu profondo della tela. Il giallo solare immerge come un’energia che rompe la superficie dell’acqua, mentre il bianco suggerisce la schiuma di un’onda in piena. Gesso pittorico libero crea un equilibrio tra forze e luce, bloccando l’incontro tra mare e sole.
Due mani dorate sostengono la terra in un cesso di protezione e responsabilità. L’opera richiama il legame tra l’umanità e il destino del pianeta, ricordando che il futuro del mondo e nelle nostre mani.
Linee fluide si intrecciano come vene vive tra verde e blu, evocando l’equilibrio tra terra e acqua. I dettagli dorati illuminano il movimento, creando una biosfera silenziosa che trasmette armonia, profondità del respiro naturale.
Tra cielo e terra esplora il punto di incontro tra materia e infinito.
Una linea dorata attraversa la superficie come un orizzonte visivo, simbolo di passaggio, equilibrio e ricerca interiore.
Il cielo e la terra si fronteggiano in un dialogo silenzioso, mentre la materia della pasta modellante crea luce, movimento e profondità.
L’opera in vita riflettere su quel confine invisibile dove l’essere umano si muove: tra radice e libertà, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.