L’Unione Europea assomiglia sempre di più a un vecchio clan familiare: o accetti le regole imposte dal gruppo dominante, oppure vieni emarginato e trattato come se valessi meno degli altri. I Balcani fanno parte dell’Europa, ma continuano a essere considerati una periferia utile: europei quando bisogna obbedire, collaborare, ospitare o sacrificarsi; estranei quando bisogna condividere potere, diritti e responsabilità. Per questo il problema non sono soltanto gli stranieri o le politiche migratorie. Il problema è l’Europa stessa e la sua doppia morale: include quando le conviene ed esclude quando deve riconoscere agli altri la stessa dignità. Non possiamo essere contemporaneamente parte del continente e fuori dalla famiglia politica. Non possiamo essere il cortile dove l’Europa nasconde ciò che non vuole vedere dentro casa propria. I Balcani non sono il deposito dei fallimenti europei. Sono popoli, Stati e società con una memoria, una dignità e il diritto di decidere il proprio futuro.
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