Mi sono piegata fino a toccare la mia ombra,
lì dove il dolore alla forma del respiro.
Ho lasciato che il corpo diventasse ponte,
che la terra parlasse con il cielo.
Nel silenzio ho sentito un battito leggero,
era l’anima che apriva le sue ali.
Dalle mie vertebre è nato un uccello d’oro,
ha portato via il peso dei ricordi
e mi ha insegnato che la libertà
non si conquista, si riconosce.
Ora so che il volo non nasce dal vento,
ma da quel silenzio che finalmente accetti,
da quella curva del cuore
che diventa luce.
Andriana Ura
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