Andriana Art Poetry

Arte & Scrittura

Noi esseri umani siamo una specie straordinaria. Abbiamo letto Socrate, Platone, Nietzsche, Freud, Jung e chissà quanti altri. Abbiamo studiato imperi crollati, guerre iniziate per orgoglio, amori finiti per stupidità e famiglie distrutte per una frase detta male a Natale. Possediamo biblioteche intere sulla saggezza. E poi ci innamoriamo della prima persona che ci dice: “Tu sei diversa dalle altre.” A quel punto, duemila anni di filosofia vengono immediatamente cancellati. Socrate tace. Platone chiude l’Accademia. Nietzsche si gira dall’altra parte. Freud prende appuntamento con uno psicologo. La storia ci ha spiegato mille volte che le belle parole non garantiscono buone intenzioni. Noi, però, continuiamo a credere ai discorsi più decorati, specialmente quando arrivano accompagnati da due cuori, tre promesse e un “fidati di me”. Poi, quando tutto crolla, ci domandiamo: “Perché è successo proprio a me?” Forse perché abbiamo ignorato diciassette segnali, quarantadue contraddizioni e persino quella vocina interiore che urlava da mesi: “Scappa!” Ma noi niente. Pensavamo fosse ansia. Successivamente iniziamo la grande ricerca del colpevole. L’ex, la famiglia, la società, il destino, Mercurio retrogrado, l’invidia della vicina e probabilmente anche il governo. Tutti colpevoli. Noi, naturalmente, eravamo soltanto presenti per caso. Eppure sarebbe più utile domandarsi non: “Che cosa ho fatto per meritarmi questo?” ma: “Che cosa non ho voluto vedere?” Perché non tutto il dolore è meritato, ma qualche disastro riceve da noi le chiavi di casa, la password del Wi-Fi e persino il permesso di restare. Abbiamo studiato la storia per non ripeterla e abbiamo inventato la psicologia per capire perché continuiamo a ripeterla. Il problema non è avere bisogno di uno psicologo. Il problema è andare dallo psicologo per capire una persona che non ha mai fatto nemmeno lo sforzo di capire sé stessa. Forse l’essere umano non è stupido. È semplicemente un genio quando deve analizzare la vita degli altri e un principiante assoluto quando deve amministrare la propria. Conosce perfettamente la caduta dell’Impero romano, ma non riconosce la caduta della propria dignità. Sa spiegare il pensiero di Kant, ma risponde ancora ai messaggi di chi lo tratta male. Ha letto cento libri sulla libertà, ma continua a chiedere amore a chi gli offre soltanto confusione. La vera filosofia, probabilmente, comincia proprio lì: quando smettiamo di cercare un colpevole per ogni ferita e iniziamo a riconoscere le porte che abbiamo lasciato aperte. Perché la lucidità non impedisce sempre agli altri di mentire. Ma almeno impedisce a noi di collaborare troppo a lungo.

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