Era il 20 giugno 2017, all’una di notte. Andriana era sulla spiaggia di Budva, in Montenegro, insieme ai suoi amici. Budva, una delle località più famose e vivaci del Paese, soprattutto durante l’estate, a quell’ora sembrava ancora piena di vita. A un certo punto arrivò la polizia. «Ragazzi, tutto a posto?» «Sì, sì, tutto a posto», rispondemmo tranquillamente. Il poliziotto ci guardò ancora, forse un po’ sospettoso. «Sicuri che vada tutto bene? Non avete bevuto qualcosa?» «No, no, state tranquilli. Siamo tutti sobri. No alcohol!» Eravamo semplicemente amici, in riva al mare, nel cuore della notte, a goderci Budva e la libertà di quel momento. A pensarci oggi, per quasi tutta la mia vita il mare l’ho visto soprattutto di notte, oppure alle sei del mattino, quando il giorno doveva ancora cominciare. Non perché ci fosse proibito stare al sole o prendere colore. Semplicemente, il nostro mare era quello delle ore silenziose: senza confusione, senza folla, senza bisogno di apparire. Era il mare delle conversazioni infinite, delle risate tra amici e dei pensieri lasciati liberi sulla riva. Un mare diverso, forse più intimo, che non serviva soltanto per abbronzarsi, ma per sentirsi vivi.
Andriana Art Poetry
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