Esiste una domanda che compare regolarmente ogni volta che una discussione diventa interessante: “Scusa, ma tu cosa hai studiato?” La domanda, in sé, è legittima. Diventa meno innocente quando sostituisce il confronto delle idee. Capita spesso. Si parla di storia, cultura, società, diritto, filosofia o identità. Si portano documenti, fonti, ragionamenti. Ma invece di discutere ciò che è stato detto, qualcuno decide di cambiare strada e chiede: “Tu cosa hai studiato?” Come se un argomento potesse essere vero o falso in base al curriculum di chi lo pronuncia. È una curiosa abitudine del nostro tempo. Viviamo nell’epoca in cui milioni di libri sono accessibili con un semplice clic, ma continuiamo a giudicare le idee partendo dall’etichetta invece che dal contenuto. Naturalmente lo studio è importante. È fondamentale. Senza studio non esiste crescita, non esiste approfondimento, non esiste conoscenza. Ma esiste una differenza enorme tra chi usa lo studio per comprendere il mondo e chi lo usa come una medaglia da esibire. Le persone che hanno davvero studiato sanno che ogni risposta apre nuove domande. Sanno che la conoscenza non è una vetta da conquistare una volta per tutte, ma un cammino che dura tutta la vita. Per questo motivo i più preparati sono spesso anche i più prudenti. Più si studia, più ci si accorge di quanto sia vasto ciò che ancora non si conosce. Forse è questa la lezione più importante. La cultura non è l’accumulo di titoli. Non è una gara di diplomi. Non è un muro da alzare tra chi può parlare e chi deve tacere. La cultura è capacità di ascoltare, di verificare, di ragionare e perfino di cambiare idea quando i fatti lo richiedono. Quando qualcuno mi chiede cosa ho studiato, rispondo serenamente. Ho studiato all’università. Ho studiato nei libri. Ho studiato attraverso i viaggi. Ho studiato osservando le persone. Ho studiato gli errori, i successi, le sconfitte e le ripartenze. Alcuni insegnanti avevano una cattedra. Altri avevano soltanto una storia da raccontare. E forse è proprio questo il punto. Perché alla fine la domanda più importante non è: “Che cosa hai studiato?” La domanda davvero importante è: “Hai qualcosa di vero da dire?”
Andriana Art Poetry
Arte & Scrittura
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