Terra mia,
come ti stanno riducendo.
Ti guardo da lontano
e sento il peso del silenzio
cadere sopra le tue montagne,
sopra le case rimaste aperte al vento,
sopra i volti di chi continua a resistere
senza voce.
Fino a quando sopporterai accordi nascosti, promesse vendute nell’ombra,
mani strette lontano dagli occhi della gente? Che prezzo ti hanno dato?
Quale premio hanno messo
sulla dignità della tua storia?
Ti hanno divisa, usata,
sporcata con parole che non ti appartengono. Eppure continui a respirare
attraverso chi non ti ha dimenticata.
Perché una terra ferita non muore subito. Prima soffre in silenzio.
Poi aspetta qualcuno
capace ancora di chiamarla madre. — Andriana Ura
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