
L’identità non è una pietra antica,
un confine tracciato su una carta ingiallita,
né il respiro di una terra che ci è stata data mentre eravamo ancora promessa e mai vita.
Non è nel nome che portiamo per caso,
e nel vento che scuoteva il nostro primo prato, ma nel battito che scegliamo di seguire,
nel sentiero che il cuore ha finalmente sognato.
Siamo fatti di libri, di sguardi e di altrove,
di radici che camminano, in cerca di luce,
perché la vera patria non è dove nasci,
ma dove la tua voce finalmente si induce.
Siamo cittadini di un’idea che fiorisce,
viandanti che portano il mondo nel petto, senza catene, senza barriere,
nell’infinito coraggio di un nuovo architetto.
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