
C’è un momento, nel percorso di un artista, in cui il lavoro silenzioso comincia a trovare spazio anche fuori da sé.
La mia opera è stata inclusa nella comunicazione editoriale dell’Arte Laguna Prize, uno dei contesti internazionali più importanti e dedicati all’arte contemporanea.
Non è solo una notizia. È un passaggio.
Un segnale che il linguaggio che porto avanti-fatto di materia, contrasti e identità-riesce a entrare in dialogo con uno sguardo più ampio.
L’opera presentata”Due mondi,una verità”, nasce da una riflessione profonda: la distanza tra ciò che mostriamo e ciò che siamo realmente.
Viviamo in una società che costruisce immagini veloci, immediate, spesso superficiali. Ma solo quella superficie esiste sempre un secondo livello-più fragile, più vero,piu umano.
È lì che scelgo di lavorare.
Attraverso la materia, attraverso il segno, attraverso la tensione tra luce e ombra, cerco di raccontare quel confine invisibile che ognuno di noi porta dentro.
Essere incluse in questo contesto non rappresenta un punto di arrivo. Rappresenta piuttosto una conferma: continuare su questa direzione ha senso.
Perché l’arte, quando è autentica, non deve spiegare.
Deve restare.
E lasciare qualcosa.
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