Non erano mappe né strade a guidarmi,
ma la voce segreta dei vicoli,
il battito delle piazze al tramonto,
il profumo dei mercati che sapeva di vita.
A Ravenna mi parlavano i mosaici, a Napoli i vicoli ridevano forte,
a Firenze il tempo si fermava nella pietra.
Ogni città entrava in me non come un ricordo,
ma come un verso inciso nell’anima.
Ho vissuto ogni città come una poesia,
e nessuna mi ha lasciato il uguale.
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